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Glossario Denim A-G

  • A
  • Abrasione
  • Abrasione è il termine che indica, su un pantalone jeans, un'area rovinata dove il tessuto è molto usurato. L'"abrasione" è quindi il risultato del processo di lavorazione manuale utilizzato per rendere vissuto l'aspetto del denimmediante raschiatura o sfegatura della superficie del tessuto. L'effetto abrasivo è ottenuto seguendo moderne tecniche di lavaggio che impiegano materiali diversi, come pietre pomice o palle di plastica, ed è utilizzato per la produzione di jeans pre-lavati e dall'aspetto "vissuto".
  • Altezza
  • L'altezza di un tessuto è strettamente legata al modo in cui è stato realizzato. Il tessuto denim in cimosa, ad esempio, è prodotto con telai a navetta e ha un'altezza di 70 centimetri circa. I tessuti in denim moderni, fabbricati con l'uso di macchine industriali moderne, come ad esempio la T400, sono molto più alti e misurano da 120 a 200 centimetri, consentendo un enorme risparmio di tessuto durante la confezione dei jeans.
  • Anti-fit
  • Anti-fit è riferito a un particolare modo di tagliare i cavallo dei jeans in linea retta. Contrariamente a quanto da molti ritenuto, il significato del termine non ha nulla a che fare con il ridimensionamento dei jeans. I jeans tagliati in modo "anti-fit" non seguono la forma del corpo e sono molto confortevoli pur non essendo ergonomici.
  • Anti-torsione
  • Il trattamento "anti-torsione" è uno dei processi di finitura dei jeans, atto a correggere la naturale tendenza del denim alla torsione nella direzione della saia diagonale, in seguito al contatto con l'acqua. Questo fenomeno è particolarmente evidente nei jeans "vintage" realizzati con denim cimosato. Il trattamento "anti-torsione" deve essere effettuato prima della sanforizzazione del denim.
  • Apertura gamba (leg opening)
  • Con il termine "apertura gamba", dall'inglese leg-opening, s'intende l'ampiezza dell'apertura nella parte inferiore di un jeans. La larghezza dell'apertura gamba è determinata in fase di progettazione del pantalone e varia per ciascun modello, secondo la moda del momento. Un esempio tipico è dato dai jeans a zampa d'elefante che, durante gli anni '70, spopolarono tra i giovani e costituirono un elemento saliente dell'estetica della cultura hippie.
  • Atari
  • Atari è il termine giapponese utilizzato per descrivere le scoloriture selettive delle pieghe del jeans, causate dall'usura del tessuto denim mediante sfregamento. Le zone più comuni in cui avviene "atari" sono la parte anteriore e posteriore delle ginocchia, lungo le cuciture delle gambe, intorno alle tasche, sulle cosce e sui passanti. Il termine "Atari" sta a indicare, quindi, i "baffi" del jeans.
  • Authentic
  • 'Authenthic' è un termine utilizzato per descrivere la produzione di alcuni tipi di jeans che rispecchiano le tecniche di costruzione "classiche". L'aggettivo "autentico" può essere riferito tanto alle qualità del tessuto denim quanto alle moderne tecniche di lavaggio utilizzate per la produzione dei jeans dalle lavanderie industriali. Tra le caratteristiche di autenticità spiccano la costruzione della tela denim e i metodi di tintura utilizzati per la manifattura del tessuto.
  • B
  • Baffatura
  • Con il processo di "baffatura" è intesa una serie di operazioni industriali volte a creare linee di piegatura orizzontali su capi in denim, come se gli indumenti fossero stati indossati per un certo periodo, conferendo a questi un aspetto invecchiato. I baffi possono anche essere realizzati mediante "scoloritura" chimica dell'indaco sul denim, e sono noti come baffi "in negativo". Le tecniche di baffatura, ottenute artificialmente nel processo di finitura e di lavaggio dei jeans, sono realizzabili con operazioni industriali diverse, come la dissolvenza, la carteggiatura, la sabbiatura e il lasering. Dopo le operazioni di baffatura, i jeans e i giubbini in denim sono processati mediante stone washing, stone bleaching e altri lavaggi "used'.
  • Bell bottoms
  • Bell-bottoms si riferisce a un modello di pantaloni, anche detti "a campana" o a "zampa d'elefante", inizialmente indossati dai marinai nelle uniformi da lavoro. Il nome è, appunto, mutuato dalla caratteristica forma "a campana" dei pantaloni, quando visti di lato. Il modello è stato realizzato anche in tessuto denim, negli anni '70, per i popolarissimi jeans a "zampa d'elefante", che erano stretti in vita e sulle cosce per poi aprirsi dal ginocchio al fondo gamba. Tali jeans erano conosciuti come "scampanati".
  • Big E
  • Il termine inglese Big'E', famoso tra i collezionisti di capi d'abbigliamento d'epoca, indica jeans e altri capi realizzati in tessuto denim prima all'anno 1971. I giubbetti in denim e i jeans cosiddetti big E sono riconoscibili per la "bandierina" rossa, una linguetta in cotone cucita sul lato della tasca, avente una piccola E maiuscola, di colore bianco, stampata sopra. Tali capi, peraltro molto rari, sono molto ricercati nel circuito "vintage denim" e raggiungono spesso quotazioni assai elevate.
  • Black-black denim
  • Il tessuto black-black è un particolare tipo di denim prodotto in Giappone secondo le antiche tradizioni tessili dell'oriente. La caratteristica principale di prezioso denim è che sia la trama sia l'ordito (che normalmente è lasciato di colore naturale) sono immersi in un bagno di tintura ottenuta con inchiostro indlebile (china giapponese). Tale procedimento è chiamato 'sumi-zome', dalla cenere o fuliginne (sumi, appunto) utilizzata nella preparazione del mordente necessario al processo di tintura del tessuto.
  • Blue jeans
  • Blue jeans è il nome che è stato dato ai pantaloni jeans, a causa del loro tipico colore blu. La storia dei jeans inizia in Italia, precisamente a Genova, dove i lavoratori portuali e i marinai confezionavano le loro uniformi, da lavoro o militari, con un tessuto robusto in cotone tinto con indaco, che conferiva alla tela il caratteristico colore blu. Questo tessuto, prodotto in Italia, che partiva dal porto di Genova per raggiungere i mercati inetrnazionali, era conosciuto come 'blu di Genova', o 'blue de Genes' in francese. L'adattamento in lingua inglese divenne poi 'blue jeans', come ancora oggi.
  • Bombasina
  • Con il termine 'bombasina' è indicato un tessuto pregiato costruito con carattere diagonale, solitamente realizzato in seta, in cotone pettinato o bombace (bambagia). La bombasina era usata per la manifattura d'indumenti da lavoro, a causa della sua morbidezza e resistenza. Anticamente, la bombasina era utilizzata anche per i vestiti da lutto ed era, tradizionalmente, tinta di colore nero.
  • Boot cut
  • 'Boot cut' o 'bootleg' è riferito ad un particolare disegno di jeans tagliati abbastanza ampi, dal ginocchio al fondo, da poter contenere all'interno della gamba un paio di stivali da cowboy.
  • Bottone a ciambella
  • I bottoni a ciambella presentano un buco nel centro che ricorda, appunto, la forma di una ciambella. I bottoni a ciambella sono costituiti di due parti distinte: il chiodo e la testa. I bottoni a ciambella erano molto usati in passato e fino agli anni cinquanta per la produzione di jeans vintage e uniformi militari.
  • Bottoni
  • I bottoni sono elementi di fissaggio di varie forme, che assicurano due pezzi di stoffa tra loro. I bottoni sono generalmente rotondi, ma possono essere quadrati o aventi sagome diverse. Il diamentro del bottone dipende dal suo utilizzo. I bottoni possono essere normali o a pressione. I bottoni normali sono inseriti all'interno di occhielli chiamati "asole". I bottoni a pressione, invece, sono composti di due parti: un breve chiodo, che è ancorato al tessuto, su cui è inserita la testa del bottone. I bottoni sono fabbricati in materiali diversi, sia organici sia sintetici, come ad esempio osso animale, legno o plastica. I bottoni a pressione, largamente utilizzati nella manifattura dei jeans e di 'denimwear' più in generale, sono realizzati in leghe di metallo anallergiche, come ad esempio rame, ottone, alluminio o acciaio. Elementi di nichel sono proibiti, ad esempio, perché possono scatenare fenomeni reattivi sull'epidermide.
  • Boyfriend jeans
  • Lo stile 'boyfriend jeans' si riferisce a pantaloni larghi, o oversize, che sono realizzati per il mercato femminile. Questi jeans sono progettati per conferire un'immagine maschile e trasandata, evitando di mettere in risalto le curve del corpo femminile. Il nome deriva dal fatto che le donne che indossano tali pantaloni sembrano aver preso in prestito i jeans dei loro fidanzati.
  • Bozzima
  • La bozzima è un liquido colloso in cui sono immersi i filati prima della tessitura per renderli più morbidi e resistenti e facilmente lavorabili. Tale operazione è detta "Imbozzimatura". La bozzima, quindi, agisce da addensante. Dopo l'essiccazione del filato si procede alla lubrificazione con cere e altre sosrtanze grasse. Vedi anche "imbozzimatura".
  • Bozzimatura
  • Con il termine "bozzimatura" è indicato il processo industriale di aggiunta di cera, amido, gelatina, colla o qualsiasi altro rivestimento protettivo ai filati, prima della tessitura. La bozzimatura consente di aumentare la resistenza del cotone e facilita, al contempo, l'operazione di tessitura, permettendo di ottenere un tessuto più uniforme. Il materiale utilizzato per il dimensionamento fa aumentare il peso dei tessuti denim di circa un'oncia. Il processo opposto, cioè la rimozione del rivestimento protettivo applicato al cotone, è chiamato "sbozzimatura".
  • Broken twill
  • Il "Broken twill" è un tessuto molto resistente e morbido, spesso usato per la manifattura d'indumenti da lavoro. L'armatura della saia è volutamente invertita ogni due fili di ordito, in modo di costruire un disegno a zig-zag. Questo tipo di lavorazione del tessuto riduce la naturale caratteristica alla torsione presente nel "twill" ottenuto secondo maniera tradizionale. Il broken twill è molto utilizzato nella produzione di tessuti in denim proprio grazie alla sua caratteristica di eliminare completamente il fenomeno di "leg-twist", in altre parole la conversione della parte anteriore del fondo gamba dei jeans verso l'interno.
  • Bruciatura
  • Con il termine "bruciatura" s'indica il processo finale di roduzione del denim, volto a eliminare qualsiasi fibra e impurità presente sulla superficie dei jeans, mediante contatto con una piccola fiamma controllata.
  • Bull denim
  • Il "bull denim" è un tessuto di cotone pesante con una tipica costruzione twill 3x1. Il bull denim è di colore bianco, al naturale. È tinto mediante ripetute immersioni in bagni di colore nelel lavanderie industriali specializzate. Questo metodo è conosciuto con il nome di 'sovratintura'. Il bull denim è un tessuto forte e resistente e prende il colore con risultati eccezionali. Grazie alla sua particolare costruzione il bull denim è assai più morbido e confortevole della tela.
  • Candeggina (bleach)
  • La candeggina è una sostanza chimica largamente utilizzata nel processo di dissolvenza del tipico colore blu, o nero, che caratterizza i tessuti denim. Nei procedimenti di lavanderia industriale di 'stone-bleaching' sono utilizzati prevalentemente il permanganato di potassio o il cloridrato di sodio.
  • C
  • Capital E
  • Vedi Big 'E".
  • Capri jeans
  • Si definiscono 'Capri jeans' tutti i pantaloni che finiscono a metà polpaccio, o appena sotto. Benchè i jeans capri possono essere considerati unisex, sono per lo più indossati dalle donne. I pantaloni alla "Capri", assai polpolari nell'isola di Capri, da cui prendono il nome, sono stati di gran moda negli anni cinquanta. Si tratta di un indumento prevalentemente estivo. Il modello "Capri" può essere realizzato anche in tele diverse dal denim, come ad esempio gabardine di cotone, canvas, e broken twill.
  • Carrè
  • Con il termine "carrè" è definita, nel mondo della produzione di abbigliamento, la sezione di tessuto a forma di V posta nella parte posteriore dei jeans, che forma la curva della seduta. Il carrè e detto, in inglese, "yoke" o "riser". Maggiore è l'apertura della V che costituisce il carrè, maggiore è la curvatura sul posteriore del jeans. I pantaloni da cowboy, ad esempio, hanno un carrè molto profondo, mentre le uniformi da lavoro e le salopette possono anche non averlo.
  • Carteggiatura jeans
  • La "carteggiatura" è un'operazione di finitura d'indumenti confezionati con tessuto denim. I jeans e gli altri capi sono levigati e abrasi con carta vettrata finissima, per ammorbidire e scolorire la superficie desiderata, prima del lavaggio in acqua. Vedi anche alla voce "sabbiatura".
  • Cartellini
  • Con il termine "cartellini" s'indicano dei cartoncini che pendono dagli indumenti, riportanti le informazioni che riguardano l'articolo cui appartengono e la taglia; per questo motivo sono anche chiamati "pendagli". I cartellini, insieme alle etichette in tessuto e alle linguette, servono a costruire e a proteggere l'immagine del marchio nel mercato globale, tenendo il cliente finale bene informato sulle proprietà specifiche dei prodotti, come ad esempio la composizione, il paese in cui è stato realizzato e le istruzioni per il corretto lavaggio dello stesso.
  • Cast (tinta)
  • 'Cast' è un termine inglese che significa anche "tinta" e descrive l'ombreggiatura e la tonalità di un tessuto denim. Il cast può essere naturale, ovvero ottenuto mediante ripetute immersioni del tessuto in bagni di tintura, oppure artificiale, ovvero risultante da una lavorazione industriale eseguita manualmente in lavanderie specializzate, successivamente alla filatura del denim.
  • Cerniera
  • La cerniera,'zipper' in inglese, è il meccanismo utilizzato per chiudere i jeans e consiste in un sistema di piccoli denti metallici incastrati tra loro da un cursore mobile. La cerniera, inventata nel 1900, è stata in un primo momento ritenuta pericolosa e per questo poco utilizzata. In seguito, però, è stata impiegata su scala mondiale, diventando un enorme successo planetario.
  • Chambray
  • Con il trmine "chambray" si definisce un particolare tipo di tessuto in cotone, generalmente in tinta unita, avente peso medio. Il tessuto chambray è usato prevalentemente per la manifattura di camicie. È prodotto, solitamente, intrecciando fili bianchi, celesti e blu, ma la combinazione di colori è davvero infinita. Non di rado è prodotto anche nelle versioni a scacchi o a righe, di larghezze e dimensioni diverse. Grazie alla sua morbidezza e resistenza il tessutom chambray è utilizzato anche nella produzione d'indumenti da lavoro e nelle uniformi, sia civili sia militari.
  • Chino
  • Il termine "chino" si riferisce a un tessuto twill di cotone, sviluppato e ampiamente utilizzato per la produzione di uniformi militari. Infatti, le principali caratteristiche del tessuto chino sono: semplicità, resistenza e massima confortevolezza per coloro che lo indossano. Il tessuto prende nome dall'ispanico "chino" che significa "cinese", indicando l'originale provenienza del tessuto. Il tessuto "chino" è diventato sinonimo di un particolare tipo di pantalone casual a causa dell'enorme produzione, iniziata dagli anni trenta. I pantaloni "chinos" sono realizzati in un'ampia gamma di colori diversi. Un tipo di tessuto assai simile al chino è il tessuto kahki, avente una storia simile e un analogo utilizzo.
  • Cimosa/ Selvage/ Selvedge/ Self-edge
  • Con il termine "cimosa", traduzione italiana del vocabolo anglossassone selvage, selvedge o self-edge, è indicato il bordo verticale di un tessuto prodotto con un particolare tipo di telaio, costruito in modo di impedire alla fine della pezza di sfilacciarsi. La cimosa, nel mondo del deinim, è spesso colorata in modo particolare, per distinguere il periodo di produzione dei jeans o un determinato marchio. La cimosa è anche indicata con il termine giapponese "akamini". Nel passato, il denim considerato "autentico" era prodotto con telai da 28-30 inches, detti anche "a navetta", e aveva i bordi chiusi con cimose.
  • Cinque tasche jeans
  • I jeans detti "cinque tasche" sono così chiamati a causa del numero di tasche presenti su ogni pantalone. Infatti, i jeans 'autentici' hanno due tasche frontali , due tasche posteriori e una tasca moneta, o porta orologio, situata all'interno della tasca anteriore destra. I pantaloni cinque tasche possono essere confezionati per maschi, femmine e unisex. Inoltre, possono essere prodotti con ogni tipo di tessuto: dal velluto al fustagno, passando per il denim. I jeans classici sono l'esempio di pantaloni cinque tasche più diffuso in tutto il mondo.
  • Colourfast
  • Con il termine 'Colourfast' si definisce un particolare processo di tintura, che consiste in una rapida adesione del pigmento colorato alla superficie del tessuto. Il procedimento è molto utilizzato nella produzione del denim e ha lo scopo di stabilizzare l'indaco sul cotone. In generale, i tessuti sottoposti al procedimento "colourfast" tendono a mantenere inalterati il tono e la brillantezza dei colori, anche dopo l'esposizione ai raggi solari.
  • Controllo di qualità
  • Con il termine "controllo di qualità" s'indicano tutte le operazioni di controllo e d'ispezione, eseguite per conto del produttore sul capo finito, con il fine di garantire che il prodotto abbia i requisiti qualitativi di eccellenza richiesti prima della messa in commercio. Con riguardo alla confezione di abbigliamento in denim, ciascun blue jean o altro indumento è sottoposto a rigido controllo dopo ogni singola operazione di fabbricazione. Nell'ispezione finale devono essere rispettati tutti gli standard di conformità, o il capo è etichettato "fallato" e ritirato dalla vendita.
  • Cotone
  • Il cotone è una fibra vegetale morbida e soffice, che si ricava dalla peluria che ricopre i semi della pianta. Il cotone è stato filato, tessuto e poi tinto fin dal quinto millennio avanti Cristo. Il cotone è una pianta delicata che per crescere ha bisogno di essere riparata dal gelo, di tanto sole e di pioggie moderate. Piu lunghe sono le fibre del cotone, più prezioso sarà il tessuto. Ci sono molte varietà di cotone e, conseguentemente, molti tipi di filati. Il cotone 'upland' è il più conosciuto, mentre il cotone 'pima', coltivato in Arizona dagli indiani della tribù Pima, è una delle varietà più costose e difficilmente disponibili sul mercato, utilizzato per la produzione di tessuti di lusso. Degni di rilievo sono anche il cotone turco, famoso per la sua resistenza lucentezza, e il cotone dello Zimbabwe, che è raccolto a mano in Africa ed è uno dei più rari e pregiati al mondo. Il cotone è un materiale molto versatile ed è utilizzato nella produzione di una vasta gamma di tessuti, come ad esempio il jersey, e proddotti tessili, tra cui il denim, necessario per la manifattura dei blue jeans. Il cotone può essere lavato a mano o in lavatrice, purchè a basse temperature.
  • Cotone biologico
  • Con il termine "cotone biologico" s'intende un particolare tipo di cotone, coltivato con metodi e prodotti che hanno un impatto ambientale ridotto. Per la produzione di cotone biologico sono utilizzati sistemi di produzione che eliminano l'utilizzo di pesticidi e fertilizzanti chimici per il terreno, detti appunto biologici. Pertanto, nessun elemento tossico e inquinante si riscontra nell'ambiente e nel cotone così prodotto. La produzione di cotone biologico è certificata da organizzazioni di terze parti, che verificano che i produttori utilizzino solo metodi e materiali autorizzati nella coltivazione biologica. In aggiunta al divieto di impiegare pesticidi tossici e fertilizzanti sintetici, il cotone organico non deve essere prodotto da semi geneticamente modificati (OGM). La produzione di cotone biologico è in crescita considerevole, un anno dopo l'altro. In questo momento, però, la percentuale di cotone prodotta mediante sistemi di coltivazione biologici rappresenta circa l'uno per cento della produzione mondiale. Il cotone biologico è coltivato in ventidue paesi in tutto il mondo. I primi dieci produttori di cotone biologico sono: India, Turchia, Siria, Tanzania, Cina, Stati Uniti, Uganda, Perù, Egitto e Burkina Faso. A oggi, circa 220.000 agricoltori sono impegnati nella coltivazione di cotone biologico. Un alto termine utilizzato per definire il cotone biologico è "cotone organico".
  • Cotone organico
  • Con il termine "cotone organico" s'intende il cotone prodotto con metodi che hanno un impatto ambientale ridotto, perché utilizzano sistemi di coltivazione che escludono l'utilizzo di pesticidi e altri prodotti chimici per fertilizzare il terreno. Vedi anche "cotone biologico".
  • Cotone Pima
  • Con il termine "cotone Pima" si definisce una qualità di cotone con fibre lunghe. È considerato un cotone di altissima qualità, insieme a quello egiziano dello Zimbabwe. Il nome "Pima" fu dato a una particolare coltivazione di cotone situata nelle zone desertiche del sud-ovest degli stati uniti, all'inizio del 1900, in onore della tribù indiana dei Pima, che contribuirono alla coltivazione della pianta. La piantagione sperimentale in cui venne prodotta la prima varietà di cotone Pima fu quella di Sacaton, in Arizona.
  • Cotone sea island
  • Insieme con il cotone egiziano e dello Zimbabwe, quello del tipo "sea island" è reputato uno dei più preziosi disponibili sul mercato mondiale, per valore e per qualità. Il cotone sea island è prodotto negli stati uniti d'america e le sue fibre sono incredibilmente liscie e morbide.
  • Crosshatch
  • Il Cosshatch è un tipo di denim unico e molto raro, che è prodotto intrecciando filati irregolari sia nella direzione della trama sia dell'ordito. Il denim crosshatch presenta abbondanti segni di usura che mettono in risalto le irregolarità del jeans.
  • Cucitura a catena
  • Con il termine "cucitura a catena" s'intende un particolare tipo di cucitura utilizzata per la produzione di abiti e nel ricamo. Nel mondo del denimwear, la cucitura a catena è reputata "autentica" e distintiva dei jeans vintage. Infatti, tale cucitura caratterizzava l'orlo e altre parti dei pantaloni in denim prodotti fino agli anni settanta. La cucitura a catena è costituita da una serie di punti in serie, che formano un disegno simile a una catena, da cui il nome, utilizzando un filo continuo che torna indietro su se stesso. La cucitura a catena tende il denim in maniera irregolare su sntrambi i lati, provocando il caratteristico effeto 'roping', connotato distintivo dei jeans e dei giubbini d'epoca.
  • Cucitura a due aghi
  • La "cucitura a due aghi" è la tipica cucitura presente nei jeans. Si riconosce facilmente, perché composta di due file di punti che corrono paralleli tra loro. È realizzata da macchine per cucire lineari e conferisce agli indumenti una grande resistenza. Infatti, la cucitura a due aghi è presente, sui jeans, nelle zone maggiormente sottoposte a stress, come le tasche, anteriori e posteriori, l'interno della gamba, il carrè e i'orlo.
  • Cucitura a tre aghi
  • La "cucitura a tre aghi" è quella che garantisce la maggior resistenza per la confezione di capi di abbigliamento. È inconfondibile, a causa delle tre linee parallele da cui è costituita. Per le sue caratteristiche di robustezza, la cucitura a tre aghi è usata nella produzione di uniformi militari, tute da lavoro e indumenti in denim.
  • Cucitura a un ago
  • La "cucitura a un ago" è caratterizzata da un semplice punto ripetuto all'infinito. È una cucitura molto utilizzata nella produzione di jeans e giubbini in denim, perché pratica e resistente. La cucitura a un ago può anche avere funzioni decorative.
  • Cucitura arcuata
  • La cucitura arcuata è utilizzata sulle tasche posteriori dei jeans, a forma di ali di gabbiano, di pipistrello o corna di bue. La cucitura arcuata è unica per ogni marchio di jeans, specialmente per quelli d'epoca, e ne facilita il riconoscimento. I produttori di denim hanno registrato il disegno delle cuciture arcuate di riferimento, affinchè siano esclusive e non utilizzabili dagli altri competitori.
  • Cucitura da sella
  • La "cucitura da sella" è un tipo di cucitura utilizzata per la produzione di accessori da equitazione e, in particolare, per la selleria. Nella cucitura da sella è impiegato un filato super spesso, che è inserito nel tessuto con un ago di proporzioni adeguate. La cucitura da sella è spesso impiegata anche nel confezionamento di capi di abbigliamento, conferendo a questi ultimi una robustezza che ricorda le produzioni di tempi antichi.
  • Cucitura tasche
  • Con il termine "cucitura tasche" sono indicati dei ricami posti sulle tasche posteriori, che costituiscono una caratteristica peculiare di molti blue jeans. Infatti, i disegni delle cuciture posteriori dei jeans rappresentano un ornamento che identifica chiaramente e in maniera immediata un determinato marchio, differenziandolo inequivocabilmente dagli altri competirors.
  • Cuciture tabacco
  • Con il termine "cuciture tabacco" sono indicate le cuciture della tonalità cromatica tipica del tabacco, da cui deriva il nome, utilizzate per il confezionamento di jeans e altri capi in denim. La gamma di colore è ampia e si estende dall'arancione al marrone scuro.
  • D
  • Denim
  • Il denim è un robusto tessuto di cotone, facilmente adattabile e molto resistente all'usura. Il tessuto denim è costruito mediante un'armatura a saia, intrecciata obliquamente scartando trama e ordito tra loro, in una proporzione di due a uno, che dà come risultato una diagonale, ben visibile quardando il tessuto al rovescio. Solo i fili dell'ordito sono tinti con colorante blu, mentre i fili della trama sono lasciati nel loro colore naturale, solitamente bianco o ecrù. È per questa ragione che i jeans sono blu all'esterno e bianchi all'interno. I tessuti denim più pregiati sono quelli giapponesi, tinti con puro indaco naturale, ottenuto dalle piante della famiglia Indigofera tinctoria, o con altri composto ottenuti dalla macerazione di vegetali, come ad esempio le rose, o da elementi organici, quali la cenere. Il filato è tinto immergendolo ripetutamente nelle vasche contenenti il composto per la tintura. A ogni nuova immersione il colore indaco diventa più intenso. Sono necessarie da cinque a trenta immersioni, dette 'dips', per ottenere le caratteristiche gradazioni del blu, dal più chiaro a quello più intenso, somigliante al nero di china. Il denim è il tessuto di riferimento per la produzione di jeans e denimwear nel mondo, ed è anche impiegato per la confezione di giubbini, camicie, giacche e pantaloni. Il tessuto denim ha un utilizzo trasversale, essendo impiegato tanto nella produzione di uniformi da lavoro, militari o per il mercato della moda, sia casual sia di lusso. Il colore maggiormente richiesto è il blu, nelle sue declinazioni, ma anche il colore nero è molto utilizzato per la produzione del tessuto denim. L'etimologia della parola 'denim' deriva dal francese 'serge de nimes', con riferimento alla città di Nimes, nel nord della Francia, da cui il tessuto era spedito per i mercati internazionali.
  • Denim a doppio anello
  • Il denim cosiddetto a "doppio anello", anche detto "doppio ritorto", è ottenuto con un filato prodotto mediante una torsione incessante, per mezzo della quale si ottiene una sottilissima fibra di cotone. Nel denim ottenuto con il procedimento tessile del "doppio anello", sia la trama sia l'ordito sono filati con il metodo della torsione incessante. Questa torsione produce un filato più resistente del normale, caratterizzato da una mano molto morbida. Il tessuto a doppio anello è anche conosciuto con il terine "ring-ring denim" o "dual-ring". A causa dell'elaborato processo di produzione, il denim a doppio anello è molto più caro e prezioso del denim filato a un anello singolo e anche del denim a "finale aperta".
  • Denim crudo
  • Vedi anche "dry-denim".
  • Denim doppio ritorto
  • Il denim "doppio ritorto" è anche conosciuto con il termine "a doppio anello" o "ring-ring". Vedi la voce "denim a doppio anello".
  • Denim giapponese
  • Con il termine "denim giapponese" s'intendono i tessuti denim fabbricati in Giappone. Il denim giapponese è noto per essere uno dei migliori denim disponibili sul mercato mondiale, poiché i produttori di denim giapponese applicano ancora oggi gli stessi antichi metodi di tintura utilizzati in Giappone da secoli, seppure industrializzati. Infatti, con il diminuire della domanda interna e l'esplosione della vendita dei jeans, le aziende produttrici dei tradizionali tessuti per kimono iniziarono a utilizzare i loro telai per tessere stoffe in denim, negli anni '60. Il filato, prodotto con i migliori cotoni, è tinto con puro indaco naturale e altre tinture vegetali estratte da piante e minerali locali. Il denim giapponese di alta gamma è sinonimo di altissima qualità, resistenza e unicità, tanto per la sua costruzione quanto per i processi di tintura con cui è realizzato.
  • Denim riciclato
  • Il tessuto denim può essere facilmente riciclato. Il processo di riciclaggio è molto semp-lice, non richiede prodotti chimici e non ha alcun impatto nocivo sull'ambiente. Il processo di tessitura del denim riciclato è identico al processo di tessitura di nuovi tessuti in denim.
  • Denim rigido
  • Vai alla voce "Raw denim".
  • Denim ritorto
  • Con il termine "denim ritorto", o "ring-spun" si definisce un particolare tipo di tessuto realizzato in denim, che usa filati ritorti per l'ordito, contrariamente al denim "ring-ring" che utilizza filati ritorti sia per la trama sia per l'ordito. La "torsione" del filato è dovuta a un anello, un cursore e una bobina che ruota ad alta velocità. Il filato ad anello crea caratteristiche irregolarità sulla superficie del tessuto, che conferiscono al denim un'estetica tipica dei migliori jeans vintage. I tessuti in denim ritorto sono conosciuti per la loro robustezza e per la mano morbida e confortevole. Il sistema di tessitura del denim mediante torsione è stato utilizzato ampiamente fino alla fine del 1970. A causa degli eccessivi costi dovuti agli elaborati metodi produttivi, insieme ai lunghi tempi necessari per la tessitura, il denim ritorto fu sostituito da filati cosiddetti "open-end", certamente più convenienti anche se meno pregiati.
  • Denim secco
  • Vedi anche "dry-denim".
  • Denim smerigliato
  • Con il termine "denim smerigliato" s'intende un particolare tessuto in denim lavato con uno specifico lavaggio. Il nome deriva da una specie di violetta, che ha un colore molto pallido. Il denim smerigliato può anche essere trattato con carta abrasiva per ammorbidire il tessuto.
  • Denim-head
  • 'Denim-head' è il termine utilizzato per descrivere i fanatici del denim.
  • Densità del denim
  • Con il termine 'densità del denim' s'intende la quantità di fili che compongono la trama. La densità del denim determina la compattezza del tessuto, che può essre, quindi, più o meno 'battuto". Tale densità può essere classificata in bassa, media, alta e altissima. I tessuti denim ad altissima densità sono, quindi, i più pregiati della gamma, poiché cointengono una quantità di cotone assai maggiore rispetto alla media.
  • Destroyed jeans
  • Destoyed jeans è il termine utilizzato per indicare i jeans sottoposti a un astuto quanto delicato trattamento usurante, volto a conferire loro un aspetto vissuto, o "second-hand". Il procedimento è applicato ai jeans all'interno di lavanderie industriali specializzate: i pantaloni sono trattati da artigiani qualificati, dopo essere stati preparati su un manichino meccanico, che usurano i jeans in aree localizzate mediante carta vetrata, spazzole e mole abrasive. I trattamenti vanno dalla graffiatura manuale alla sabbiatura mediante pistole ad aria compressa. I jeans 'destroyed' cominciarono ad essere popolari tra i punk negli anni settanta e sono rimasti parte della cultura del denim fino ai nostri giorni.
  • Dip-dye
  • Il termine "dip-dye" definisce il procedimento d'immersione di filati di cotone in colori vegetali e organici, prima della tessitura. Il filato viene sotoposto a un bagno nella tintura precedentemente preparata, poi estratto e nuovamente immerso. Quante più volte il filato è trattato, tanto maggiore sarà l'intensità e la brillantezza del suo colore. Nella lavorazione del denim Giapponese, i cotoni delle migliori qualità sono filati e poi tinti seguendo le antichissime tecniche, un tempo applicate alla produzione dei "kimono". Il colore è estratto da piante come l'indigofera tinctoria (indaco e sfumature del blu) o altre appartenenti alla famiglia delle rose (tonalità del marrone). Il nero e le varie tonalità del grigio sono ottenuti dall'inchiostro di china o da un impasto con la cenere, mescolato con il mordente per la tintura.
  • Dirty denim
  • Con il termine 'dirty denim' si definisce il procedimento di sporcatura del denim, applicato all'interno di lavanderie industriali specializzate. Per ottenere la patina desiderata, il jeans è immerso in una soluzione di acqua e mordente, per conferire al pantalone un aspetto insudiciato, mediante striature e macchie. Il 'dirty denim' non è altro che una sovratintura, di colore giallo o marrone, ottenuta utilizzando componenti chimici dello zolfo o materiali organici quali il tè o il caffè. L'intensità delle sporcature può essere regolata sul jeans, secondo l'aspetto desiderato.
  • Distressed jeans
  • Similmente ai jeans "destroyed", i "distressed jeans" hanno subito un processo molto abrasivo e presentano, quindi, rotture e graffiature mirate, create artificialmente da tecnici esperti. Il trattamento usurante, o "distressed", è usato per dare al jeans un aspetto di seconda mano, o vintage look.
  • Doppia cucitura
  • La doppia cucitura è realizzata da una speciale macchina industriale che produce cuciture parallele che rendono gli indumenti più forti e resistenti. Per questa sua caratteristica, la doppia cucitura è usata largamente nella confezione di uniformi da lavoro, militari e nei capi in denim, siano essi jeans o giubbini. La doppia cucitura, inoltre, impedisce al tessuto denim di sfilacciarsi. I jeans sono cuciti con il sistema della doppia cucitura intorno alle tasche e dal cavallo al fondo, nell'interno della gamba.
  • Dosaggio ombra
  • Con il termine "dosaggio ombra" s'intende il processo di selezione delle partite di denim in lotti omogenei per sfumature di colore, definite ombre, al fine di ottenere una continuità nella gradazione del tono d'indaco prima del confezionamento dei blue jeans.
  • Drill
  • Con il termine "Drill" si definisce un tessuto di cotone molto robusto e versatile, facilmente riconoscibile per una marcata armatura diagonale. Grazie alla resistenza all'usura, il tessuto drill è largamente utilizzato per la confezione di uniformi militari, indumenti per la caccia e divise da lavoro. Il tessuto drill è diventato popolare nell'abbigliamento casual a causa dei pantaloni kahki.
  • Dry-cleaning
  • Dry-cleaning è il termine inglese per "lavaggio a secco". Vedi la voce "lavaggio a secco".
  • Dry-denim
  • Il termine "Dry-denim" si riferisce al denim cosiddetto "secco" o non lavato, anche conosciuto con il termine "raw denim". Jeans e giubbotti prodotti con denim "secco" o "crudo" sono rigidi e si caratterizzano per il loro intenso colore blu indaco, spesso reso lucido e cerato dalla bozzima ancora presente sulla superficie del tessuto.
  • Duck canvas
  • Il termine "duck canvas" si riferisce a un tessuto in tela di cotone pesante. I fili di cotone che compongono il "duck canvas" sono intrecciati più strettamente che nella normale tela canvas. Questo particolarissimo tessuto è costruito con due filati congiunti in ordito e uno in trama. Poiché il duck canvas è un tessuto assai resistente e versatile, è impiegato per la produzione di abbigliamento, accessori di moda, calzature e tappezzeria.
  • Dungaree
  • Con il termine "Dungaree" si definisce un particolare tessuto in twill di cotone ad alta densità, grezzo e compatto. A causa della sua incredibile resistenza, il tessuto "dungaree" è utilizzato per confezionare pantaloni da lavoro, salopette e uniformi militari. A causa del suo colore blu intenso, il dungaree è anche usato per la produzione di jeans ultra-resistenti. Il tessuto dungaree è molto simile alla tela Massaua.
  • Eco-denim
  • Con il termine "Eco-denim" si definisce il tessuto denim ottenuto dal cotone ecologico, trattato con tecniche di tintura naturale e non inquinanti, nel rispetto dell'ambiente. I jeans ecologici sono tutti quelli confezionati con tessuto eco-denim, realizzati con puro cotone certificato da coltivazioni senza uso di pesticidi o veleni di altro tipo.
  • E
  • Eco-jeans
  • Eco jeans è il termine di derivazione inglese che si riferisce alla prodzione di jeans confezionati con cotone biologico e organico. Vedi anche "eco-denim".
  • Ecru
  • Il termine 'ecru" indica il colore naturale del cotone non trattato e non sottoposto ad alcuna tintura.
  • Effetto corda
  • Con il termine "effetto corda" è indicata una dissolvenza del colore indaco, visibile sull'orlo dei jeans, dove il denim è scolorito in diagonale, a causa delle abrasioni causate dallo sfregamento del tessuto sull'orlo del pantalone, ricordardando i fili che compongono una corda. L'effetto corda è particolarmente visibile sui jeans vintage, per via della cucitura "a catenella" sul fondo della gamba, che favoriva la torsione dell'orlo su se stesso, dopo il lavaggio. Tecnicamente, il "roping" causato dalla macchina per cucire a catena dovrebbe essere considerato un difetto di fabbricazione, ma i puristi del denim e i collezionisti di jeans apprezzano incredibilmente questa peculiare caratteristica e le inimitabili sfumature di scoloritura dell'indaco da questo provocate.
  • Elastane
  • Con il termine Elastane (o elastam, elastan) è indicata una fibra elastica artificiale in grado di riprendere la sua forma normale spontaneamente, dopo la dilatazione della stessa. L'elastane è assai utilizzato nella produzione di tessuti per abbigliamento e, tra questi, quelli appartenenti al gruppo degli stretch-denim. Infatti, la domanda dei jeans stretch è cresciuta enormemente negli ultimi anni, tanto per il mercato maschile quanto per quello femminile. Vedi anche stretch-denim.
  • Enzimi
  • Gli "enzimi" sono micro-organismi viventi. Tra le altre funzioni svolte, gli enzimi sono impiegati nelle lavanderie industriali per attivare il processo chimico che sbiadisce il colore dei tessuti, soprattutto se tinti naturalmente e senza sostanze chimiche. Gli enzimi sono largamente utilizzati nelle fasi di lavaggio dei denim giapponesi, per sbiadire il tono blu intenso dell'indaco o il nero di china, senza utilizzare la pietra pomice o altri lavaggi aggressivi e non eco-friendly. Infatti, il lavaggio con enzimi è reputato assai più efficace e rispettoso dell'ambiente se paragonato con i lavaggi stone-wash o stone bleach. In aggiunta, i capi in denim, jeans o giubbini, lavati con enzimi, sono più durevoli di quelli sottoposti a trattamenti più aggressivi, poiché gli indumenti non subiscono lo stesso grado di usura causato da pietre o solventi chimici. Vedi anche "lavaggio enzimatico".
  • Etichetta
  • Con il termine "etichetta" si definisce un cartellino in cartone o tessuto, applicato a qualsiasi indumento, che consenta di indicare informazioni del prodotto, di qualsiasi tipo, e al contempo promuovere l'immagine del fabbricante, la marca e il logo identificativo della stessa.
  • Etichetta tasca posteriore
  • Con il termine "etichetta tasca posteriore", in inglese "back pocket flasher", viene indicata l'etichetta di cartone attaccata alla tasca posteriore destra del jeans, di solito avente la stessa forma e dimensione della tasca stessa, che serve a descrivere le qualità e le caratteristiche del tessuto denim, la finitura, la forma, lo stile del modello nonchè la taglia del pantalone.
  • F
  • Fiammatura
  • Con il termine "fiammatura" è indicato un ispessimento del filato, riscontrabile sul tessuto confezionato. Le fiammature e altre disomogeneità sono presenti in tessuti denim vintage o in quelli prodotti con telai a navetta da 28 pollici. Infatti, a causa della filatura irregolare, il denim è più spesso in alcune parti piuttosto che in altre. La moderna tecnologia tessile è in grado di progettare telai che replicano tali irregolarità, creando tessuti denim "fiammati", alla maniera di quelli considerati autentici dai puristi. Infatti, le fiammature, che un tempo erano considerati difetti di fabbricazione, sono oggi prodotte intenzionalmente per aggiungere carattere alla produzione di jeans di prima qualità.
  • Fibre naturali
  • Con il termine "fibre naturali" si fa riferimento a qualsiasi materiale organico grezzo, direttamente ottenibile da fonti animali o vegetali, che può essere trasformato in filati e in stoffa tessuta, a seguito del processo di filatura.
  • Filato
  • Il filato è un lungo intreccio di fibre che sono ritorte tra loro per ottenere un filo continuo con cui realizzare i tessuti mediante l'uilizzo di telai atti allo scopo.
  • Filato pettinato
  • Il termine "filato pettinato" descrive un filato che ha subito il processo di pettinatura. La pettinatura tende a mantenere parallele le fibre che compongono il filato e il tessuto da queste ottenuto è più morbido, resistente e compatto. La pettinatura è un procedimento idustriale assai lungo e rende i filati pettinati assai più costosi di quello cardati.
  • Finissaggio
  • Con il termine "finissaggio" sono indicati tutti i trattamenti industriali applicati a un determinato tessuto per migliorarne l'aspetto, la mano, le prestazioni o altre caratteristiche. I trattamenti di finitura sono effettuati in centri specializzati, per mezzo di macchinari esclusivi e tecnologie complicate, da personale molto qualificato. Nella produzione dei tessuti in denim, ad esempio, una parte del finissaggio è applicata alle pezze tessute mentre un'altra è effettuata direttamente sui capi confezionati. Tra le operazioni di finissaggio su jeans e giubbini troviamo: il lavaggio con pietre pomice (stone-wash), il candeggio (stone-bleach) e il lavaggio con enzimi (enzimatic-wash). Tutte queste operazioni artificiali conferiscono agli indumenti trattati aspetti diversi.
  • Finissaggio
  • Con il termine "finissaggio" tessile s'intende qualsiasi processo industriale, sia chimico sia manuale, applicato a un tessuto o indumento per ottenere una certa caratteristica o proprietà, nell'aspetto e al tatto.
  • Finitura
  • Vedi la voce 'Finissaggio".
  • Fiocco di cotone
  • Nel mondo dei produttori di denim, il "fiocco" si riferisce alla lunghezza della fibra e determina la qualità del cotone. In generale, fiocchi aventi lunghezze superiori sono considerati più preziosi.
  • Fit
  • Con il termine "fit", dal verbo inglese "adattarsi", s'indica una determinata "vestibilità" di un indumento di moda. Contribuiscono a conferire il fit: la forma, il disegno, la figura e il taglio di qualsiasi capo di abbigliamento. Nella produzione di capi in denim, i jeans sono prodotti in modelli differenti aventi vestibilità diverse, quali: regolare (regular-fit), dritto (straight-fit), attillato (skinny-fit), comodo (loose-fit), per soddisfare le varie richieste e anche per adattarsi alle conformazioni dei diversi individui.
  • Follatura
  • Con il termine "follatura" si definisce uno specifico finissaggio che infeltrisce la lana chiudendone gli interstizi e rendendo il tessuto compatto e impermeabile come, ad esempio, il cosiddetto "panno di lana". Il panno è usato per la produzione di indumenti da caccia, uniformi da lavoro e militari.
  • Good middling
  • Con il termine "good middling" s'intende il più alto grado di qualità del cotone, poiché contenente nessuna o una minima traccia d'impurità. A causa di questa caratteristica peculiare, il good middling è utilizzato come parametro per valutare tutte le altre gradazioni del cotone. Infatti, il good middling, è considerato il valore standard adottato dai produttori di cotone, essendo considerato il massimo ottenibile in termini di qualità, tanto in produzione quanto sul mercato. I migliori tesuti in denim sono realizzati utilizzando il tipo di cotone "good middling".
  • G
  • Green-cast
  • Con il termine green cast s'indica un particolare processo di tintura in cui il filato è immerso in un mordente allo zolfo di colore verde-giallo, prima che il puro indaco sia aggiunto al bagno di colore. I tessuti in denim ottenuti mediante tintura green-cast sono ampiamente utilizzati per realizzare jeans e giubbini che, lavati pesantemente con procedimenti stone-wash o stone-bleach, rivelano progressivamente il colore verde-giallo sottostante al profondo blu del puro indaco.
  • Grey-cast
  • Il termine "grey-cast" si riferisce a un processo di tintura in cui il filato è tinto mediante immersione in un mordente di zolfo avente colore grigio, prima che il puro indaco sia aggiunto al bagno di colore. La tintura "grey cast" è ampiamente utilizzata nella produzione di tessuti denim. In particolare, il "grey cast" è connotato distintivo della maggior parte della produzione di jeans e giubbini realizzati in raw-denim.
  • Guado
  • Con il termine "guado" è indicata una pianta originaria della Grecia e dell"Italia, l'Isatis tinctoria, che è stata utilizzata nei secoli trascorsi come principale colorante di blu, in Europa. L'indaco, invece, estratto dalla pianta Indigofera Tinctoria, era nativo dell'Asia e forniva il pigmento di blu per l'Asia e l'est del globo. Il guado è una pianta erbacea che cresce in climi temperati, che produce foglie a forma di lancia e fiori gialli. Il guado può essere facilmente coltivato nel giardino di casa. Il guado era conosciuto anche in Gran Bretagna sin dall'antichità e i suoi abitanti lo utilizzavano per dipingersi il corpo di blu, durante le guerre. Oggi, l'indaco naturale e il guado non sono più considerati i coloranti naturali di preferenza per la tintura, perché stingono e scolorano con il tempo ma, soprattutto, perché rovinano le macchine industriali a causa del rilascio dei loro pigmenti.