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glossario denim h - p

H

Heavy weight denim

Con il termine "heavy weight denim" s'indica un determinato gruppo di tessuti denim caratterizzato dalla massima pesantezza, dovuta all'elevata concentrazione di cotone da cui la pezza è composta.
Tutti i tessuti denim che sono più pesanti di dodici once per yard quadrata rientrano nella categoria degli "heavy weight denim".

Hige

Hige è un termine giapponese che è reso nella nostra lingua con "baffi", riferito alle righe sulla parte anteriore dei jeans.
Con "hige", s'intendono le pieghe scolorite orizzontalente dallo sfregamento prolungato del denim, a seguito dell'utilizzo.
Il colore blu dell'indaco, il cui pigmento rimane sulla superficie del filato, è reso più tenue anche a seguito dei lavaggi: le zone maggiormente usurate tendono al bianco, o alla scoloritura totale.
I "baffi" sono maggiormente visibili intorno al cavallo e all'inguine, sulla parte anteriore dei jeans, e dietro le pieghe delle ginocchia, sul lato posteriore.
I baffi vengono anche riprodotti manualmente, mediante trattamenti di usura localizzata per mezzo di spazzole o materiale abrasivo, al fine di ricreare un'estetica vissuta o di seconda mano, anche detta "vintage".
Tali trattamenti sono eseguiti da personale molto qualificato in lavanderie industriali specializzate.

Hip huggers

Hip hugger è un termine anglosassone che indica un modello di pantaloni stretti sui fianchi e sulle cosce e svasati nella parte inferiore della gamba, da sotto il ginocchio fino alla caviglia.
I jeans hip hugger sono caratterizzati dalla vita molto bassa e dalla vestibilità asciutta.
Questo modello di pantaloni era in voga durante gli anni 1960 e 1970, in piena epoca disco dance.

Hipsters jeans

Il termine "hipsters jeans" si riferisce a dei pantaloni in denim a vita bassa, disegnati per essere poggiati sui fianchi o sotto di essi, sia per gli uomini sia per le donne.
La gamba è solitamente diritta e asciutta, da sotto il cavallo, sulla coscia e fino alla caviglia.

Honeycombs

Con il termine anglosassone "honeycombs" si definiscono le linee scolorite che si creano mediante sfregamento dei jeans dietro le ginocchia, sulla parte posteriore.
Infatti, il pigmento del puro indaco non penetra nel filato.
Il tessuto denim, graffiandosi, presenta delle scoloriture che ricordano le celle dell'alveare: un nido d'ape, appunto, da cui prendono il nome.
I baffi posteriori sono spesso realizzati manualmente da personale qualificato in lavanderie industriali specializzate, per ricreare un look di seconda mano sui jeans.

Hot pants

Con il termine "hot pants" si definisce un particolare modello di jeans, tagliato cortissimo, di solito appena sotto il cavallo, indossato dalle donne.
Gli hot pants sono stati, nel corso degli anni '70, simbolo di sessualità e di emancipazione femminile e sono ancora assai popolari ai nostri giorni.
Gli hot pants possono essere confezionati in tessuto denim o in altra tela, in una grande varietà di colori.
Gli hot pants sono anche chiamati "daisy dukes", dal nome della protagonista femminile del serial tv "hazzard", che nel telefilm indossa spesso shorts in denim stretti e corti.

I

Imbozzimatura

Con il termine "imbozzimatura" s'intende il procedimento industriale effettuato sull'ordito per rendere più resistenti i fili sottoposti alle sollecitazioni del telaio, con il fine di facilitare la tessitura del filato.
L'imbozzimatura, quindi, oltre a rendere il filato più resistente, lubrifica l'ordito riducendone l'attrito durante la tessitura.
In ultimo, ma non meno importante, l'imbozzimatura rende la superficie dell'ordito più liscia e compatta, impedendo alla peluria superficiale, presente sui fili, di sollevarsi.
Vedi anche "bozzima".

Inamidare

Con il termine "inamidare" si definisce il processo in cui l'amido è applicato al filato di un tessuto denim, per renderlo più rigido.
Inamidare il filato di cotone consente al tessuto di rimanere in piega, senza arrotolarsi o muoversi, durante le operazioni di taglio, dove numerosi strati di tessuto sono sovrapposti per essere processati simultaneamente.
L'amido è facilmente visibile sul denim grezzo, anche perché garantisce la tipica rigidità propria dei jeans non lavati, e tende a scomparire gradualmente dopo ripetuti lavaggi in acqua.

Inch

Con il termine "inch" è indicata un'unità di lunghezza nel sistema di misurazione imperiale britannico e americano che, in italiano, è chiamato "pollice".
Il pollice internazionale è pari a 2,54 centimetri.
Il simbolo standard internazionale per pollice è "in".
Le taglie dei jeans sono espresse in pollici.

Inclinazione

Poiché il tessuto denim restringe, a contatto con l'acqua, più perpendicolarmente rispetto alla linea della costruzione twill che lungo quest'ultimo, la linea di twill sarà prodotta con una "inclinazione" di circa cinque gradi, per limitare l'effetto di torsione del tessuto.
Infatti, è per compensare ciò, impedendo che la gamba del jeans "giri" su se stessa a causa del "calo" del tessuto, che il tessuto denim è costruito con un'inclinazione che varia dal tre al sette per cento nella direzione opposta del twill.
In questo modo, si evita la naturale torsione della cucitura laterale del jeans verso la parte anteriore.
I jeans d'epoca, o vintage, e tutti i jeans considerati autentici, confezionati con tessuti in cimosa non sanforizzati e non "inclinati", presentano il fenomeno di torsione delle cuciture laterali verso la parte anteriore del jeans, su entrambe le gambe.

Indaco

Con il termine "indaco" è indicato uno dei sette colori dell'arcobaleno, compreso tra il blu e il viola.
L'indaco è un colorante di origine vegetale, originario dell'India, dove era utilizzato già migliaia di anni fa.
Il colore indaco è estratto dalla pianta Indigofera tinctoria ed è usato per la preparazione della tintura impiegata per la produzione dei migliori denim giapponesi presenti sul mercato mondiale.
Si ricava dalla fermentazione delle foglie della pianta, e il mordente ottenuto è fatto ossidare all'aria in grandi vasche, dove è costantemente agitato per evitarne l'incrostazione.
Proprietà naturali dell'indaco sono la buona solidità del colore e la dissolvenza incessante.
Il pigmento dell'indaco, infatti, non penetra completamente nella fibra di cotone, ricoprendola solo sulla superficie.
L'indaco, pur essendo un pessimo colorante, è l'unico che, anziché tendere al grigio con il tempo, assume una tonalità di colore sempre più brillante.
È per questo motivo che il colore dei blue jeans tinti in puro indaco è in continuo cambiamento, apparendo sempre irregolare e unico.
A ogni lavaggio, dopo l'abrasione naturale dovuta all'utilizzo, il tessuto perde una parte del pigmento che svela sfumature sempre diverse, che vanno dal celeste chiaro al blu notte profondissimo.
I toni principali dell'indaco sono: indaco elettrico, profondo indaco, indaco chiaro e indaco tropicale.
Altre variazioni del colore indaco sono: indaco brillante, indaco denim, indaco imperiale e indaco giapponese.
I capi in denim vintage, prodotti fino alla metà degli anni '70, erano solitamente tinti con indaco naturale, che presenta un cast rosso chiaro mescolato con il blu.
A causa della coltivazione e dei processi di lavorazione necessari per la tintura in puro indaco naturale, i costi di produzione dell'indaco sono altissimi e, purtroppo, la maggior parte di quello ora in commercio è prodotta sinteticamente.

Indaco naturale

Con il termine "indaco naturale" si definisce una miscela organica con una tonalità di blu unica.
L'indaco naturale è ottenuto da una varietà di piante della specie Tinctoria.
Oggi, l'indaco è utilizzato principalmente come colorante per la produzione di tessuto denim per la confezione di jeans e giubbini.
Per la tintura di un paio di blu jeans sono necessari da cinque a quindici grammi d'indaco naturale, e sono necessari fino a quasi tre mesi per preparare il colorante, ottenuto dalla macerazione delle foglie essiccate della pianta Indigofera Tinctoria, che in giapponese è chiamato "sukumo".
Questa soluzione viene in seguito mescolata con mordente fermentato, in un liquido che tecnicamente è detto "bagno di mordenzatura".
Poiché il pigmento non penetra nella fibra, l'indaco è considerato un pessimo colorante.
La pianta Indigofera Tinctoria è originaria dell'India, dove era anticamente largamente coltivata e da cui prende il nome.
Per questo motivo, l'India è considerata il principale centro di tintura e di produzione dell'indaco, in tutto il mondo.
L'indaco è uno dei materiali coloranti organici, utilizzato per la tintura dei tessili da oltre quattromila anni.
I Romani conoscevano bene l'indaco, che era impiegato nei processi di tintura e nella produzione di cosmetici.
Furono proprio i Romani ad assegnare il nome latino "indicum" al pigmento blu originario dell'India, che divenne "indaco" nella lingua italiana e "indigo" nel vocabolario inglese.
L'indaco naturale è un colorante organico dalla difiicile gestione e utilizzo, per la ragione di non essere solubile in acqua.
Per essere disciolto richiede di essere sottoposto a una reazione chimica, che trasforma il semplice indaco in "indaco bianco".
Quando un panno grezzo è immerso nel bagno di tintura e, in sguito, estratto, l'indaco bianco inizia immediatamente il processo di ossidazione mediante il contatto con l'aria, ritornando all'insolubile, profondissima tonalità originaria di blu.
La tintura è ottenuta immergendo ripetute volte il filato, o il tessuto, nel bagno di tintura, contenuto in ampie vasche di acciaio.
Più volte il materiale tessile è immerso nei bacini, più intenso diverrà il colore blu dell'indaco, una volta terminato il processo di ossidazione con l'ossigeno.
Contariamente agli altri coloranti naturali, l'indaco tende ad assumere nel tempo un colore brillante, anziché perdere di tonalità.

Indaco sintetico

L'indaco sintetico è quello creato artificialmente, all'opposto di quello naturale, estratto dalla pianta "indigofera tinctoria".
Vedere anche alla voce "indaco".

Indigo

Indigo è il termine anglosassone per il nostro "indaco".
Vedi alla voce "indaco".

Inseam

Con il termine anglosassone "inseam" si definisce la misura della lunghezza della gamba del jeans presa dall'interno, appunto misurando la cucitura interna dal cavallo fino all'orlo del pantalone.

Interno-gamba

Il termine tecnico "interno-gamba" equivale a quello anglosassone "inseam".
Consulta la voce "inseam".

Iper-lavato

Con il termine "iper-lavato" si definiscono i jeans e giubbotti in denim che sono stati quasi completamente scoloriti a causa dell'usura e dei ripetuti lavaggi.

Iro-ochi

Il termine giapponese "iro-ochi" può esere tradotto con "sudiciume", con riferimento alla patina che si crea con il venir meno del pigmento dell'indaco dal tessuto denim, a causa dell'usura e dei lavaggi.
Il termine "iro-ochi" è particolarmente utilizzato tra gli amanti dei jeans, per indicare lo sbiadimento delle sole aree localizzate e non dell'intero capo.

J

Jeans

Con il termine "jeans" si definisce un particolare tipo di pantaloni confezionati con tessuto denim.
Il nome deriva probabilmente dalla parola "francese" "Genes", che è la traduzione della parola italiana indicante la città di Genova, dove i tessuti in denim erano originariamente manufatti.
S'ipotizza che il termine inglese blue-jeans sia derivi dalla frase francese "blue de genes", che significa blu di Genova.
Questi tessuti erano anticamente utilizzati per confezionare i sacchi per le vele delle navi e per proteggere le merci nel porto.
Questi pantaloni, particolarmente robusti e dall'intenso colore blu, erano indossati dai marinai italiani che s'imbarcavano dal porto di Genova.
I jeans, pertanto, nascono come uniformi da lavoro, perché la resistenza del tessuto garantiva un'elevata protezione per i lupi di mare, tanto dal freddo quanto dalle abrasioni.
Nel sedicesimo secolo i marinai genovesi esportarono i jeans in tutto il mondo.
I jeans vintage erano realizzati con una tela tinta di un colore blu intenso, tipico del puro indaco naturale.
I jeans sono caratterizzati da accessori particolari quali rivetti, prodotti in rame o in altre leghe, e bottoni di metallo.
Sebbene la definizione storica stabilisca che tutti i jeans debbano essere prodotti in denim di cotone, il termine jeans è stato esteso a tutti i pantaloni, cosiddetti "cinque tasche", realizzati in velluto, fustagno, twill e canvas, che solitamente vengono sovrattinti in una vasta gamma di colori.
I jeans sono oggi prodotti in una varietà di modelli aventi disegni e vestibilità diverse, come ad esempio i jeans a campana, i jeans a zampa d'elefante, i jeans a matita, i jeans a sigaretta o a tubo, con vita alta, media e bassa.
Negli ultimi decenni si è anche sviluppato l'uso di confezionare dei pantaloni che sono in seguito sottoposti a processi d'invecchiamento, con il fine di riprodurre un'estetica vissuta, o di seconda mano.
Le lavanderie industriali specializzate hanno elaborato delle tecniche di lavaggio, eseguite con macchinari tecnologici di ultima generazione da personale molto qualificato, che conferiscono ai jeans un aspetto "delavato" come, ad esempio, lo stone-washed o lo stone bleached.
Gli effetti di usura in aree localizzate sono ottenuti per mezzo di mole meccaniche o altri materiali abrasivi, con cui il tessuto dei jeans è grattato e abraso.

Jeans a carota

Si definiscono con il termine 'jeans a carota' quelli aventi un taglio morbido sulla parte alta della gamba, che stringe progressivamente dal ginocchio alla cabiglia.
I jeans a carota erano popolari negli anni ottanta ed erano indossati arrotolati sul fondo (peg-jeans).
Poiché i jeans a carota hanno una vita generalmente bassa e la cintura del pantalone poggia sui fianchi, sono adatti a esaltare tanto le forme dei corpi sinuosi quanto quelle dei magri.
I jeans a carota, seppure unisex, sono indossati da donne, nella maggior parte dei casi.

Jeans a gamba dritta

I "jeans a gamba dritta" sono quelli caratterizzati dal particolare disegno avente la stessa larghezza della gamba dal ginocchio fino al fondo del pantalone, all'altezza della caviglia.

Jeans a matita

Vedi alla voce "slim fit" jeans.

Jeans a sigaretta

Jeans e pantaloni a sigaretta hanno un taglio diritto sulla gamba, dalla coscia fino all'orlo.
I jeans a sigaretta non fasciano i polpacci e per questo motivo si differenziano dai pantaloni jeans "skinny" che, invece, aderiscono su coscie, ginocchia e caviglie.
Vedi anche jeans "slim fit".

Jeans a zampa

Si definiscono jeans e pantaloni a "zampa d'elefante" tutti quelli rientranti in un modello costruito a vita bassa che vede la gamba allargarsi dal ginocchio fino al fondo ricordando, appunto, la forma della gamba di un elefante.
I pantaloni a zampa d'elefante sono stati utilizzati, inizialmente, dai marinai e, in seguito, hanno costituito un connotato distintivo del fenomeno della contro-cultura hippy.
I jeans e i pantaloni a zampa d'elefante, seppure con alternato successo, non sono mai passati di moda e sono ancora oggi in produzione.

Jeans affusolati

I "jeans affusolati", anche noti con il nome "tapered jeans", si riferiscono a un modello caratteristico di pantalone, avente solitamente una vestibilità asciutta, che si restringe dal ginocchio verso il fondo gamba, fino all'orlo.

Jeans consumati

I jeans consumati (worn-out) sono ottenuti mediante uno speciale trattamento in soluzione acquosa.
I capi in denim sono lavati con pietre (stone wash) dopo essere stati abrasi con carta vetrata, sabbiatrice o molette al fine di ottenere un aspetto vissuto e vintage.

Jeans invecchiati

I jeans invecchiati sono ottenuti mediante un prodedimento industriale, ottenuto manualmente o da uomo-macchina, mediante ripetute abrasioni e scoloriture localizzate che conferiscono artificialmente al denim un aspetto "vissuto".
I ripetuti trattamenti di usura, oltre a cambiare l'estetica del pantalone, ammorbidiscono il tessuto denim e rendono il jeans confortevole.

Jeans logori

I jeans logori (worn-in) hanno un aspetto sbiadito e di seconda mano, a causa dei ripetuti lavaggi e per l'usura, dovuti all'utilizzo o artificialmente, mediante processi industriali di invecchiamento.

Jeans Unisex

I jeans unisex sono quelli che possono essere indossati sia dagli uomini sia dalle donne.
Vedi anche "boyfriend jeans".

K

khaki

Con il termine "khaki" si definisce una tonalità di colore beige.
Con lo stesso nome s'indica anche un tessuto di cotone particolarmente resistente, avente tale colore.
Il tessuto khaki era inizialmente utilizzato per la confezione di uniformi militari.
Solo in seguito il suo impiego è stato esteso alla produzione di abiti civili, in prevalenza pantaloni, che prendono il nome di khaki o chino.

L

Laser

Con il termine "laser" è indicato un particolare macchinario utilizzato nella produzione tessile e di abbigliamento.
Il raggio laser è utilizzato per rimuovere il colore dalla superficie del tessuto stesso ed è impiegato principalmente per ottenere effetti tridimensionali, come abrasioni localizzate e baffi per i jeans.
Il laser è un'operazione industriale e, pertanto, i suoi costi sono assai inferiori rispetto all'intervento manuale eseguito da personale, estremamenete qualificato.

Launderette

Con il termine anglosassone "launderette" si definisce una lavanderia self-service, o anche detta "lavanderia a gettone" o "lavaggio a gettone", dove i capi di vestiario sono lavati e asciugati.
Altri termini anglosassoni in vopg anegli anni '60 erano "laundromats" e "washeterias".

Laundromat

Vai alla voce "launderette".

Lavaggio

Con il termine "lavaggio" è indicata una serie di differenti processi e tecniche industriali che utilizzano liquidi di varia natura, o semplicemente acqua, in combinazione con numerosi trattamenti meccanici, o manuali, applicati ai jeans e altri indumenti prodotti con tessuto denim o in cotone, con il fine di alterare l'aspetto degli indumenti per creare effetti vintage o moderni.
Le operazioni di lavaggio sono svolte in strutture industriali dotate di macchinari tecnologici ed esclusivi, da personale specializzato.

Lavaggio a secco

Il Lavaggio a secco è un qualsiasi processo di pulizia per indumenti che utilizza prodotti chimici diversi dall'acqua.
Il solvente è impiegato per pulire capi delicati che non possono sopportare i forti stress causati da una lavatrice e da un'asciugatrice.
Il termine è tradotto in inglese con "dry-cleaning".

Lavaggio acido

Il "lavaggio acido" è il processo industriale ottenuto immergendo pietre pomice in un bagno di cloro.
Anche le pietre sono utilizzate per il trattamento stone-washed del jeans.
La forte scoloritura che ne deriva è molto contrastante con l'indaco utilizzato per la tintura del denim.
A causa del colore chiaro conferito al jeans è anche conosciuto come "lavaggio marmorizzato", "lavaggio lunare" o anche "lavaggio-neve".
Esempi di lavaggio acido sono facilmente riscontrabili negli indumenti utilizzati da gruppi musicali heavy-metal e hard-roch, che hanno caratterizzato l'estetica del denim degli anni ottanta.

Lavaggio di fiume

Con il termine tecnico "lavaggio di fiume" s'intende una speciale operazione, effettuata sui jeans all'interno di lavanderie industriali specializzate.
Il cosiddetto "lavaggio di fiume" utilizza una combinazione di pomice ed enzimi della cellulosa, che conferiscono al denim un aspetto usurato insieme a una mano morbida e confortevole.
In un primo momento, i jeans sono introdotti nella macchina, caricata con pietre.
Gli enzimi sono rilasciati soltanto nel secondo ciclo di lavaggio e sono lasciati nel tumbler finchè il livello d'invecchiamento desiderato non è stato raggiunto.
Il "river washing", o lavaggio di fiume, è molto utilizzato perché, insieme allo stone washing e allo stone bleaching, riesce a creare un effetto tridimensionale sul denim dei blue jeans.

Lavaggio enzimatico

Si definisce 'lavaggio enzimatico;' il processo di lavorazione industriale eseguito in specializzate lavanderie tessili, in cui i capi di abbigliamento sono lavati in ambiente acquoso con aggiunta di enzimi, da cui prende il nome.
Tali enzimi hanno la funzione di mangiare, fisicamente, la cellulosa del cotone.
Il lavaggio enzimatico può essere utilizzato per conferire un effetto "vissuto" all'indumento trattato, specialmente nella produzione di capi in denim, o per ripulire la superficie dello stesso da impurità del filato.
Nel primo caso, poiché il pigmento dell'indaco non penetra all'interno del filo di cotone, quando il jeans è immerso in un bagno di enzimi, il profondo colore blu è rimosso insieme alla parte superficiale della fibra.
L'effetto di schiarimento si determina nelle zone di maggiore trattamento e il jeans è invecchiato come se fosse stato indossato, o comprato di seconda mano.
Una volta che la tonalità desiderata è stata raggiunta, si blocca la reazione degli enzimi, modificando l'alcalinità del bagno o semplicemente riscaldando l'acqua.
Nella "ripulitura" del jeans, il lavaggio enzimatico è utilizzato per rimuovere impurità del filato, con il risultato di rendere il denim meno peloso, conferendo una mano più morbida e confortevole, insieme a un aspetto meno lucido.
Un ciclo di risciaquo con ammorbidente segue solitamente il lavaggio enzimatico.
Il lavaggio enzimatico è considerato eco-friendly essendo più ecologico del lavaggio ottenuto mediante pietra pomice o di sbiancamento.
Vedi anche la voce "enzimi".

Lavaggio singolo

Nel mondo della confezione di capi in denim s'intende con "lavaggio singolo" il procedimento di "sbozzima", ammorbidimento e risciacquo dei jeans.
Vedi alla voce "one wash" jeans.

Lavaggio usurato

Con il termine "lavaggio usurato" è indicato un particolare processo industriale applicato ai jeans e, in generale, agli indumenti confezionati con tessuto denim, in lavanderie specializzate.
Il lavaggio usurato è contraddistinto dall'utilizzo di materiale abrasivo, come le graffiature manuali, realizzate sia con carta vetrata sia con sabbiatrici.
L'effetto di usura scolorisce il tessuto in aree localizzate come le ginocchia, le tasche, le cosce e il fondo gamba, creando un effetto tridimensionale sui jeans.
Ogni jeans è trattato singolarmente da personale altamente specializzato risultando, quindi, unico,

Lavanderia Industriale

Si definisce "lavanderia industriale" la struttura all'interno della quale sono elaborati, mediante una serie di processi eseguiti meccanicamente o manualmente, indumenti e capi di abbigliamento confezionati in precedenza.
Tra le numerosissime operazioni realizzate, si distingono per importanza: tintura in capo, stone washing, stone bleching, sabbiatura, abrazioni su aree localizzate, carteggiatura, lavaggio enzimatico, sbozzima.
I processi sopra elencati conferiscono caratteristiche uniche agli indumenti, secondo le richieste del mercato della moda.
Negli ultimi anni, la crescente domanda di jeans "invecchiati" ha reso possibile la specializzazione di alcune lavanderie industriali, che eccellono nell'esecuzione di trattamenti "tridimensionali" sui capi in denim, al fine di ottenere un'estetica "vintage" o "second-hand".
Le lavanderie industriali, pertanto, sono diventate fondamentali per la produzione dei jeans e per la loro preparazione alla vendita.
Le tecniche messe a punto all'interno di questi stabilimenti hanno rivoluzionato il mercato degli indumenti confezionati con tessuto denim, diventando imprescindibili nella produzione di jeans e denimwear.
Le lavanderie industriali più qualificate e più tecnologicamente avanzate si trovano nel Nord dell'Italia.

Left-hand denim

Con il termine anglosassone "left-end denim" s'identifica un particolare tipo di tessuto con armatura "saia", realizzato in denim, le cui linee composte dal filato corrono dall'angolo in alto a sinistra verso l'angolo in basso a destra della pezza.
Il denim orientato a sinistra, o left-hand, ha generalmente una mano molto più morbida al tatto, se confrontato con il denim cosidetto "right-hand", soprattutto dopo aver eseguito il lavaggio,

Loomstate

Con il termine "loomstate" s'intende il tessuto denim grezzo, appena confezionato, senza che abbia subito alcuna trasformazione o modifica industriale, come ad esempio il procedimento di "skewing" o inclinazione, la tintura, la bruciatura, o "singeing", né altre operazioni quali l'inamidatura o la sanforizzazione.
I tessuti in denim loomstate sono anche detti "gray goods", in gergo tecnico.

M

Mano

Per "mano" di un tessuto s'intende la sensazione che il tessuto determina sulle dita o sul dorso della mano, tramite sfregamento.
La mano, quindi, determina le caratteristiche del tessuto al tatto come, per esempio, la morbidezza, l'elasticità, compattezza.
La mano può risultare: grezza, ruvida, soffice, secca.
Una mano di particolare pregio è data dal tessuto chiamato, appunto "mano pesca", essendo particolarmente piacevole, perché soffice e liscio.

Mercerizzazione

Con il termine "mercerizzazione" s'intende un procedimento industriale applicato al filato o al tessuto, con il fine di aumentarne la forza e la lucentezza.
Infatti, il processo di mercerizzazione modifica la struttura chimica della fibra di cotone.
Nell'industria del denim, il cotone mercerizzato è spesso utilizzato per mantenere il pigmento dell'indaco o di altre tinture vegetali sulla superficie del tessuto, in modo di causare un più rapido scolorimento dei jeans, incrementando al contempo la loro robustezza.

Micro-sabbiatura

Con il termine micro-sabbiatura s'intende un trattamento industriale su tessuti realizzati in denim di cotone.
La pezza di stoffa è fatta scorrere su una batteria di rulli avvolti da carta vetrata o imbevuti di agenti chmici abrasivi.
Questo processo conferisce al tessuto denim una mano molto morbida e liscia.
La micro-sabbiatura, inevitabilmente, causa uno scolorimento dell'indaco, determinando un calo di tono del blu.

N

Navetta

Con il termine "navetta" è indicato il dispositivo che trasporta il filo della trama attraverso il telaio.
Era utilizzato nei telai d'epoca, che da questo prendono il nome.
Il denim con cimosa autentico è prodotto esclusivamente mediante telai a navetta.

Nucleo filato

Il "Nucleo filato", noto anche come "Polycore", è un filato in cui un filo di base è interamente avvolto da uno o più fili, ritorti sullo stesso.
È ottenuto ruotando un numero variabile di fibre attorno ad un filamento centrale.
A causa della sua particolare costruzione, il tessuto Polycore è molto più resistente dei filati tradizionali.

O

One wash jeans

Con il termine anglosassone "one wash", tradotto in italiano con "lavaggio singolo", è indicato un processo industriale applicato su indumenti confezionati, all'interno di lavanderie specializzate nella produzione di abbigliamento.
Per "lavaggio singolo" s'intende, in gergo tecnico, la sbozzima e il risciaquo del jeans, ed è lavaggio di base per ogni capo realizzato in tessuto denim.
Il lavaggio singolo è anche conosciuto come "lavaggio scuro", perché ha come scopo quello di rendere il jeans più morbido e confortevole, senza alterarne le caratteristiche riguardanti il colore che, infatti, rimane blu scuro.
Durante la produzione dei tessuti denim, sono utilizzati amidi e altre sostanze atte a rinforzare la struttura del filato, per facilitare le operazioni di tessitura.
Questo processo, però, rende il tessuto denim assai rigido e sgradevole al tatto.
La sbozzima, insieme allo spurgo e al successivo risciaquo, ha per obiettivo di ripulire il tessuto da queste sostanze resinose e collose.
Questo lavaggio singolo è effettuato in ambiente acquoso, con aggiunta di detergenti, ammorbidenti e soluzioni specifiche per il processo di "sbozzima" dei jeans.
Il lavaggio singolo è considerato il lavaggio standard per la produzione di jeans giapponesi tinti con metodi tradizionali e coloranti vegetali, come il puro indaco naturale.

Open-end denim

Con il termine open-end denim è intesa una particolare qualità di tessuto denim, filato con una tecnologia "a finale aperta", che non nutilizza un mandrino, o fuso.
Il telaio "open-end" è stato progettato in Cecoslovacchia nel 1963 ed è il macchinario utilizzato per la produzione di tessuti a finale aperta.
Nel denim open-end, le fibre di cotone sono "fintamente ritorte", essendo pressate insieme anziché avvolte le une intorno alle altre.
Pertanto, il denim prodotto in questo modo è meno costoso, e pregiato, del denim filato con il sistema "ring-spun", o ritorto.
Il denim open-hand presenta uno spessore maggiore e ha un aspetto peloso al tatto, è più voluminoso e grezzo che quello prodotto con i sistemi ring-spun (denim ritorto) e ring-ring (doppio ritorto).
Benchè più economico nella realizzazione, il denim open-end non è considerato il migliore denim disponibile sul mercato.
Per le sue caratteristiche di composizione, questo particolare tessuto denim è ben noto per assorbire più indaco degli altri, creando tonalità più scure.
La grande resistenza dovuta allo spessore del tessuto rende il denim open-end ideale per la produzione di abbigliamento da lavoro.

Ordito

Con il termine "ordito" si definisce una caratteristica costruzione di filato, in cui i fili verticali sono tessuti sotto e sopra il filo della trama.
I filati verticali sono più resistenti e hanno maggiore torsione dei fili della trama.
Per quanto riguarda la produzione di abbigliamento in tessuto denim, l'ordito corre parallelamente alla cimosa, ed è tinto con coloranti, indaco o nero.

Orlatura

Con il termine tecnico "orlatura" s'indica un determinato processo di taglio sul tessuto di un indumento, in cui il bordo tagliato di un'estremità di un capo d'abbigliamento è ripiegato due volte e poi cucito, in modo che non possa dipanare.
L'orlatura può essere realizzata sia manualmente sia per mezzo di macchine per cucire.
I jeans d'epoca, o vintage, erano orlati con macchine per cucire speciali, in grado di realizzare una cucitura a catena detta, appunto, "catenella".

Ossidazione

Con il termine "ossidazione" si definisce una particolare chimica che avviene quando l'ossigeno reagisce chimicamente con il colorante naturale.
Il processo di ossidazione è reso possibile quando il filato, in precedenza immerso nel bagno d'indaco, è estratto dalla vasca prima dell'immersione successiva, una volta terminata la tintura.

Overall

Con il termine anglosassone "overall" si definisce una tuta da lavoro, anche detta "salopette".
Questo indumento, considerato unisex, si compone di un pantalone avente una larghezza della gamba piu ampia del normale e di un'estensione sul busto in forma di pettorina, avente alle estremità una coppia di bretelle che si allacciano, incrociate, sul retro del pantalone.
L'overall è realizzata, principalmente, in tessuto denim ed è dotata di numerose tasche per riporre gli attrezzi.
L'indumento è stato inventato nella seconda metà del 1900, per assolvere le esigenze pratiche degli operai (uomini e donne), e per proteggere i lavoratori dal freddo e dagli infortuni, a causa della sua robustezza.
Le tute da lavoro "overall" hanno iniziato a entrare nel guardaroba informale di molte persone, già dagli anni '60.
In seguito, le salopette hanno iniziato a essere confezionate in materiali diversi dal denim, quali il canvas e il twill, in diversi colori e in molteplici varianti quali, ad esempio, la gonna salopette.
Oggigiorno, le salopete sono realizzate soprattutto in materiali tecnologici, termici e ignifughi, che hanno permesso all'indumento di essere utilizzato in occasioni estreme, come ad esempio per le uniformi dei pompieri o, al contrario, come tuta termica da neve.
La salopette in cotone, invece, è particolarmente diffusa, nel mondo, tra le donne in maternità e tra gli skater.

Overdye

Vai alla voce "sovratintura".

P

Passanti

I "passanti" sono una serie di cerchietti realizzati in tessuto, cuciti intorno al giro vita dei pantaloni, in cui è inserita la cintura, per sostenere l'indumento.
Un paio di jeans classico conta solitamente cinque passanti: due sulla parte frontale, uno su ciascuno dei due lati e uno sulla parte posteriore, posto centralmente.
Alcuni jeans presentano un "doppio passante" per rinforzare le zone sottoposte a maggior carico, solitamente il primo sul lato anteriore destro o quello centrale sul lato posteriore.

Pendagli

Vedi sotto il termine "cartellini".

Peso

Il denim è tradizionalmente classificato in base al suo peso per un yard di tessuto, ed è espresso in once.
I tessuti in denim si dividono in tre gruppi principali: peso leggero (5-8 once), peso medio (9-12 once), peso massimo (13-15 once).
l denim avente peso medio e massimo sono usati per la produzione di jeans, giacche e accessori, mentre il denim leggero è impiegato per la confezione di magliette, vestiti, gonne, pantaloni e altri indumenti.

Peso del tessuto

Il peso del tessuto indica la densità areale di un determinato tessuto, determinandone il peso, espresso in once o grammi, di una data quantità di stoffa.
Il peso dei tessuti realizzati in denim, ad esempio, è espresso in once per iarda quadrata.

Pezza

Con il termine "pezza" è indicata un'unità di misura utilizzata per la commercializzazione dei tessuti.
La pezza, infatti, consiste in una stiscia di tessuto, arrotolata intorno ad un cilindro robusto, di plastica o di cartone, al fine di essere facilmente trasportata e immagazzinata.
La lunghezza della pezza è variabile, anche dipendendendo dall'ordinativo del cliente finale.
La larghezza del tessuto viene, tecnicamente, chiamata "altezza", poiché si determina misurando il cilindro di stoffa posto verticalmente sul terreno, in altezza.

Pietra pomice

Con "pietra pomice" si definisce un particolare minerale, di origine vulcanica, leggero, resistente e ruvido.
La pietra pomice è creata quando le rocce incandescenti formate dalla lava sono espulse, a causa della pressione dei gas in uscita.
La pietra pomice è comunemente di colore chiaro e pallido.
Per il suo potere molto abrasivo, la pietra pomice è largamente impiegata nei processi di lavaggio industriale per la produzione di blue jeans e altri capi realizzati in denim e cotone.
I lavaggi che vedono l'impiego della pietra pomice, come lo stone-wash e lo stone-bleach, scoloriscono e ammorbidiscono i blue jeans durante il processo, conferendo agli indumenti in denim un aspetto più o meno vissuto, a seconda dell'intensità del trattamento.

Pigmento

Con il termine "pigmento" si definisce una sostanza utilizzata per modificare il colore di un determinato materiale.
I pigmenti sono costituiti da polveri colorate.
A differenza dei coloranti, i pigmenti sono insolubili nei solventi comuni, come ad esempio l'acqua, e non penetrano nella superficie da colorare.
Un'altra fondamentale differenza risiede nel fatto che i pigmenti sono generalmente composti inorganici, mentre i coloranti sono di natura organica.
Questa caratteristica è chiamata "dispersione", in linguaggio tecnico.
Pertanto, i coloranti a pigmento sono quelli che non hanno affinità con le fibre e devono essere legati al tessuto mediante resine.
I pigmenti possono essere naturali o atificiali e sono disponibili in commercio in quasi tutti i colori.
Nelle creazioni di moda, quando si vogliono creare tessuti o capi d'abbigliamento che sfumano le gradazioni di colore o lo disperdono con maggiore facilità, si richiede l'intervento di tintorie industriali specializzate in grado di utilizzare i processi di tintura mediante pigmenti e, più nello specifico, di coloranti naturali di origine animale, vegetale o minerale.
Da quanto sino ad ora detto, si desume che la classificazione dei pigmenti si basa sulla loro natura e origine.
Questi possono essere organici o inoganici, naturali o sintetici.
In natura, ad esempio, pigmenti organici possono essere rinvenuti in rocce e minerali, piante, fusti, radici, frutti, gusci e conchiglie.
Il processo di estrazione del pigmento è molto lungo e complesso.
In biologia, si definisce pigmento un qualsiasi materiale colorato presente nelle cellule di animali e vegetali.

Pinocchietto

Il "pinochietto" (o pinocchietti) è un termine utilizzato per indicare un tipo di pantaloni molto in voga negli anni cinquanta che erano chiamati pantalon alla Capri.
Vedi anche "Capri jeans".

Pollice

Vedi alla voce "inch".

Polycore denim

Con il termine tecnico "polycore-denim" s'identifica un determinato tipo di tessuto denim, realizzato combinando insieme fibre di cotone e poliestere.
A causa della sua particolare composizione, il tessuto polycore è un denim molto resistente.
È molto usato per la riproduzione di jeans vintage, a causa della sua enorme resistenza a lavaggi e abrasioni.

Pre-lavato

Con il termine tecnico "pre-shrunk" o "pre-lavato", nella traduzione in italiano, si definisce una particolare operazione industriale in cui il tessuto denim, o i jeans già confezionati, sono sottoposti a un processo di restringimento preventivo.
L'operazione di pre-lavaggio consente di limitare e calcolare il "calo" dei blue jeans, una volta a contatto con l'acqua necessaria per il lavaggio.

Pronto per tinta

Con il termine "pronto per tinta" o "pronto-tinta" si definiscono tutti gli indumenti, confezionati in precedenza con materiali grezzi, che devono essere sottoposti al procedimento industriale denominato "tintura in capo" (vedi anche la voce "tintura ic capo").

Purga

Con il termine "purga" è inteso, nel mondo della confezione tessile e di abbigliamento, il processo industriale, eseguito nelle lavanderie specializzate, che rimuove lo sporco, la resina o l'amido dai tessuti denim.
Vedi anche la voce "sbozzima".

denim glossary h - p

H

hand

The "hand" of a fabric refers to the sensation of the denim cloth against the fingers or the back of the hand. The"hand" serves to sense the characteristics of the fabric such as, for example, the softness or elasticity.

hangtags

Hangtags are tags made of paper that "hang" from garments. Hangtags, along with labels and tabs, build and protect brand image in the global marketplace while keeping the final customer well informed regarding the specific characteristics of a determine product.

hank dyeing

Hank dyeing is a very particular dyeing method that only few manufacturers use. The yarns are coiled over a hanger in hanks. The skeins are soaked in a dye vat being immersed in and out. Each dive gives the yarns an increase of the colour gradation. Pure and natural indigo dyeing creates different hues and shades of blue. Hank dyeing increases the penetration of colour in cotton threads and the yarns aquire a very delicate and silky feel.

heavy weight denim

Denim fabrics that are heavier than twelve ounce have to be considered belonging to the group of heavy weight denim.

hemming

A hem is a garment trimming process in which a cut edge of an item of clothing is folded up two times and then sewn down, so that it cannot unravel. Vintage and modern valuable jeans are hemmed with a "chain stitch".

herringbone

Herringbone refers to a type of wave, which looks like a broken zigzag. Herringbone is easily recognizable for it's unique V-shaped weaving pattern, which reminds the skeleton of a herring fish. Herringbone patterned cloths are usually tweed and twill. Herringbone fabrics are mainly used for the production of suits and jackets.

hige

Hige is the Japanese term for "whiskers". Wiskers or "mustache" refers to the horizontal discoloured folds formed by prolonged rubbing of indigo dyed denim. Wiskers are mainly visible around the crotch and the hip section of workpants and jeans.

hip huggers

Hip hugger is a model of trousers fitted closely around the hips and thighs and flared on the lower leg. The hip-hugger jeans are characterized by a low rise and a tight fit. This tyle was in vogue during the 1960s and 1970s.

hipsters' jeans

Hipsters' jeans are low-rise jeans, designed to sit low on the hips (or below), for both men and women.

honeycombs

Honeycombs or just "combs" are the discolored lines behind the knees of a jean, which resemble honeycomb patterns. Honeycombs are caused by wear of the denim and occurred after the blue indigo fades away for rubbing.

hot pants

Hot pants are the shortest jeans available for women. They are usually cut-off just below the crotch. Hot pants became a simbol of sexuality and emancipation during the 1970s and are still popular today. Hotpants are also called "Daisy Dukes" from the female protagonist of "Hazzard" who often appears wearing tight and short denim shorts.

hyper-washed

Hyper-washed jeans are denim pants that have been completely discoloured due to wear and repeated washings.

I

inch

Inch is a unit of lenght in the British Imperial and American system of measurement. The international inch is 2,54 centimeters. The international standard symbol for inch is "In".

indigo

Indigo refers to the colour between blue and violet. Indigo is one of the seven colours of the rainbow. The color indigo was denominated after the indigo dye used for denim, initially taken from the Indigofera tinctoria plant. Indigo's natural properties are good colourfastness and incessant fading. In fact, indigo pigment doesn't penetrate cotton fibers completely. This permits the blue colour in jeans dyed with indigo to always appear uneven, ever changing and unique. Main tones of indigo are: electric indigo, deep indigo, light indigo and tropical indigo. Additional variations of indigo are: bright indigo, denim indigo, imperial indigo and Japanese indigo. Vintage denim garments were usually dyed with natural indigo, which presents a light red cast. Unfortunately, most of indigo used today is synthetically made.

inseam

The inseam refers to the measure of the leg taken from the inside of the jeans, from the crotch down to the hem.

iro-ochi

The term Iro-ochi is Japanese term for "dinginess" referring to the fading of indigo dye in jeans. "Iro-ochi" in particular relates to fading in localized areas and not across the entire garment.

J

japanese denim

Denim manufactured in Japan is reputed to be one of the best denim available on the market because Japanese premium denim makers still apply the same ancient methods of dyeing used in Japan centuries ago. Japanese denim is also well known for its incredible high qulity, resistence, and excellent construction.

jeans

Jeans are sturdy pants made from denim fabric. The name is probably originated from the French word 'Genes', which is the translation of the Italian city of Genoa, where the fabric was manufactured. The term "jean" was originally refereed to the trousers of the sailors from Genoa. The jean fabric was also used as a protective cover. In the 17th century, Genoese sailors exported jeans worldwide. Vintage jeans were dyed to a deep blue colour using natural indigo dye. Altough the historical definition suppose that all jeans were made of denim, the word jeans today can easily refer to a pant that has five pockets made from corduroy, twill or bull denim fabrics.

K

khaki

Khaki refers to a shade of beige colour. Khaki is largely used for both uniforms and civilian pants such as combats, cargo and chino trousers, which are named khakis.

L

label

An identification label, or more simply the label, is a sheet applied to any garment to allow the identification, indicate information of any kind and promote the image of the manufacturer and the brand.

laser

A special type of laser is used in textile manufacturing. The laser beam is used to remove the color from the surface of the fabric or to cut the tissue itself. It is mostly used to obtain tridimensional effects, such as localized abrasions or cat-whiskers. Like every other industrial operation, laser is much cheaper than manual intervention.

launderette

A self-service laundry, also named coin-laundry or coin-wash, where clothes are washed and dried. Other terms used for "launderette" in the United States of America were "laundromats" and "washeterias".

laundry

In the 'Apparel Industry', a Laundry is a manufacturing company that receive unwashed garments and processes them. Among the various washing operations are: stone bleaching, stone washing, sandblasting, garment dyeing, finishing, enzymes washing, laser processing, and sandpapering by hand (or by machine) to obtain tridimensional vintage effects on jeans. Industrial laundries are critical in preparing jeans for sale and technique development has become fundamental in the denim industry. The most skilled and advanced laundries are located in northern Italy.

left-hand denim

Left-hand denim is a twill weave in which the grain lines run from the top left-hand corner of the fabric towards the bottom right. Left-hand denim generally has a much softer hand feel after washing when compared with right hand denim.

leg opening

Leg opening refers to the opening at the bottom of a jean. The width of leg opening is determined by the design of the denim pant and varies for each model.

leg twist

Leg twist refers to the tendency of right hand and left hand twill to twist in the direction of the weave. It is the outcome of the movement of the denim after washing. This phenomenon is easily seen in most vintage jeans and particularly in selvedge jeans. Leg twist doesn't appear on broken twill denim and can be prevented with skewing process.

loom

Loom refers to the industrial machine that produces tissues by weaving horizontal threads (weft) with vertical threads of yarn (warp).

loomstate

Loomstate refers to the denim fabric as it has been woven, without having undergone any processing such as skewing, dyeing, singeing, nor any other stabilization process such as sanforization or starching. Loomstate denim fabrics are also named "gray goods".

loop dyeing

Loop dyeing refers to one of the three main industrial systems of dyeing indigo yarns, along with "rope dyeing" and "slasher dyeing". In the loop dyeing process the yarn is repeatedly dyed in a single vat instead of numerous. The wished shade of colour is achieved by immersing the yarn through the same bath manifold times. The coloured yarn is then exposed to enable the indigo to oxidize before the subsequent immersion. Loop dyeing process allows more homogeneous indigo gradations than other methods.

M

mercerization

Mercerization is an industrial method used on yarn or fabrics to enhancee its strength and shine. This process modifies the chemical structure of the cotton fibre. In denim industry, mercerization is often utilized for keeping indigo dye on the outside of the yarns or fabrics in order to impede blue colour from completely penetrating the texture.

microsanding

Microsanding is an industrial treatment in wich denim fabric is pulled over a group of rollers enveloped either in abrasive paper or chemical abrasive agent. This process gives the denim fabric a very soft and smooth hand. Microsanding may cause colour fading.

moustache

See under "hige" and "whiskers".

N

natural dye

Natural dyes are colored materials originated from vegetables, animals or minerals. Vegetable dyes derived from leaves, roots, stem, fruits and seeds and other organic substances. The basic method of dyeing requires immersing the substance containing the dyestuff in water, thus obtaining a solution named "dyebath", and taking the solution to a simmer for a prolonged time, in which the fabric or yarn is dyed. Most of vegetable dyes need the use of a chemical named "mordant" to fix the color in the yarn. In some cases fabrics and yarns are prepared in advance with mordants. Other times mordant is added to the dyebath. In traditional natural dyeing standard mordants is iron, salt, vinegar, alum and ammonia. Textiles can be dyed as a raw fibre, as spun yarn or after weaving. Common colours obtained from natural dye are: reds, pinks, oranges, yellows, greens, blues, purples, browns, greys and blacks.

natural fibres

Natural fibres refer to any raw material directly obtainable from plants and animals source that can be transformed into yarns and then into woven clothe after spinning.

natural indigo

Indigo dye is an organic mixture with a unique blue hue. Natural indigo dye is obtained from a variety of plants of the species Tinctoria. The main use for pure indigo is as a dye for the manufacturing of denim fabric for blue jeans and other denim garments. A single pair of blue jeans requires from five to fifteen grams of natural indigo, and it takes up to almost three months to prepare the dye obtained from dried leaves of Indigofera tinctoria, which is named "sukumo" in Japanese. This solution is then shuffled with mordant and fermented. The Indigofera tinctoria plant was largely cultivated in India, which is considered the main center of indigo dyeing worldwide. Indigo is one of the most ancient dyes to be employed for textile dyeing. The Romans utilized indigo as a colour for dyeing and for cosmetic sake. They give the Latin name "indicum" to the pigment originated from India, which became "indaco" in Italian language and later "Indigo" in English vocabulary. Natural Indigo is a very diffuicult dye for the reason that it's not soluble in water. To be melted it must be subjected to a chemical reaction, which transform indigo into "white indigo". When a soaked cloth is took out from the dyebath, the withe indigo immediately begins the oxidation process in the air and returns to the insoluble, deep blue shade. The dyeing is obtained by immersing the yarn of the cloth in and out the indigo dye solution: the more dips, the more intense the blue colour of indigo.

O

one wash

One wash refers to the basic washing of denim, applied to the single garment. The "one wash" consists of the desizing more rinsing. Also called "dark wash", one wah has as its main purpose to make the jeans more soft and comfortable to wear. In fact, during the production of denim fabric, starch and other substances are used to reinforce the texture. This process makes the fabric denim rather stiff and unpleasant to the touch. Desizing is usually combined with the purge and has for objective to clean up the fabric by weaving dressings. Along with the scouring, used to clean up the fabric from impurities of natural origin, it is usually done in water with addition of detergents, softening agents and desizing solutions. Once washed denim is the standard wash for Japanese deep indigo dyed blue jeans.

open-end denim

Open end spinning refers to a technology for producing yarn without the use of a spindle. It was designed and fabricated in Czechoslovakia In 1963. Open-end denim is the denim fabric manufactured by open end spinning machines. In open-end denim the cotton fibres are "mock twisted" by pressing them together, therefore denim produced using this technique results less expensive than ring-spun denim. Open-end denim presents greater yarn thickness and has a fuzzy aspect and touch. Open-end denim is more voluminous and rustic if compared with ring-spun or ring-ring denim. Altough cheaper to produce, open-end denim is not considered the finest denim available on the market. This type of denim fabric is well known for absorbing more indigo dye, creating darker, sturdier, more resistant jeans and workwear clothing.

organic cotton

Organic cotton is cotton grown using methods and products that have a low impact on the environment. For the production of biological cotton, organic production systems are used to fertilize the soil, eliminated the use of pesticides and chemical fertilizers, toxic and persistent in the environment and in the cotton itself. The production of organic cotton is certified by third-party organizations, which verify that producers use only methods and products allowed in organic production. In addition to the ban on the use of toxic pesticides and synthetic fertilizers, organic cotton does not have to come from genetically modify seeds (GMO). The production of organic cotton is growing every year visibly. At present, however, the percentage of organic cotton cultivation accounts for about 1% of world cotton production. Organic cotton is grown in 22 countries around the world, where the top 10 producing countries are India, Turkey, Syria, Tanzania, China, the United States, Uganda, Peru, Egypt and Burkina Faso. Currently about 220,000 farmers are involved in the production of organic cotton.

overall

The bib overall is a unisex garment. It consists of a pant having wider legs opening than normal, which has an extension on the bust in the form of a bib, maintained by two braces crossed on the back. It is normally made of denim, and is equipped with multiple pockets. The overall was born in the second half of the nineteenth century as a workwear garment and was mainly used by the workers (men and women), because of its strength and its practicality. The overalls became part of the casual wardrobe of many people during the sixties. Following the overalls began to be realized in different materials and in different variants (the skirt-overalls is an example), which allowed the garment to hire specialized purposes, such as to be worn as a snowsuit. It is particularly prevalent in fashion maternity.

overdye

Overdye refers to a dyeing technique that is to dye the garment or fabric already packed. The visual difference between a garment packed with already dyed fabric and a garment dyed after the package is the outer appearance, which is cleaner and more uniform in the case of clothes made with dyed fabric, washed and more used instead in the case of overdyed garments. Many fashion houses today, because of the timing, require dry cleaners to an overdyed product having the same characteristics of the finished garments produced with dyed fabric, therefore free of abrasions and uniform in all its parts. The machines that are used for overdyeing technique are different from those used for the dyeing of fabrics, while dyes and auxiliary products are the same. The dyeing of the garments already packed is carried out in particular washing machines, where it is possible to adjust the number of RPM (revolutions per minute of the drum) according to the type of article to be treated and according to the effect we want to obtain.

oxidation

The oxidation of indigo occurs when oxygen reacts chemically with the natural dye. The oxidation process is made possible when the yarn, previously immersed in the bath of indigo, is extracted from the basin before the next dive.

P

pencil jeans

See also "slim fit" jeans.

piece dyed

See under "gament dyed".

pigment dyes

A pigment is a substance used to change the color of a material. What differentiates a pigment as a colorant is the inability of the pigments to dissolve in common solvents (such as water) and in the surface to be colored, for which in the case of the pigments is called "dispersion". Therefore pigment dyes are those that do not have an affinity for fibre and must therefore be held to the fabric with resins. They are available in almost any colour and are used largely in the denim industry. Fabric dyers who want to create fabrics that fade more easily extensively use pigment dyes and, more in general, natural dyes. The classification of the pigments is based on their nature and origin, to which the pigments can be divided principally into: inorganic and organic, natural and synthetic. In nature, inorganic pigments are found in rocks and minerals and often require extensive work to be purified; in biology, pigment is any colored material present in plant and animal cells.

pima cotton

Pima cotton refers to a type of cotton having long fibres. It is considered very high quality cotton, along with Zibabwean and Egyptian cotton.

plain weave

Plain weave is the most common type of waeave, in which the weft passes under and over the warp in alternating cycles.

ply

Ply refers to the number of threads in a yarn. Most of yarns are single ply unless twisted with another yarn. In the denim industry, plied yarns are used to make stronger fabrics. The yarns can be twisted several times, but most of denim is two or three ply. Blue jeans manufactured by using these materials are very durable.

pocket stitching

Pocket stitching is a peculiar characteristic of blue jeans. Back pockets of jeans are often stitched in an ornamental way that clearly identifies and differentiates one brand from the others.

polycore denim

Polycore is a type of denim fabric, which is made by combinig cotton and polyester together. Polycore denim is a very strong fabric. It is very used for the production vintage replica jeans because of its resistance to washing treatments.

pre-shrunk

Pre shrunk refers to an industrial operation in which the denim fabric has been subjected to a shrinking process in order to prevent or reduce contraction when the blue blue jeans, or any other denim garment, is laundered or washed.

pumice stone

Pumice stone refers to a lightweight, tough and rough volcanic stone, created when incandescent rocks are ejected due to the pressure. Pumice stone is commonly is mainly pale in colour. As pumice stone is highly abrasive, it is used for stone washing blue jeans and denim garments. Stone washing with pumice discolours and softens denim during the laundry process.

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denim glossary h - p

H

hand

The "hand" of a fabric refers to the sensation of the denim cloth against the fingers or the back of the hand. The"hand" serves to sense the characteristics of the fabric such as, for example, the softness or elasticity.

hangtags

Hangtags are tags made of paper that "hang" from garments. Hangtags, along with labels and tabs, build and protect brand image in the global marketplace while keeping the final customer well informed regarding the specific characteristics of a determine product.

hank dyeing

Hank dyeing is a very particular dyeing method that only few manufacturers use. The yarns are coiled over a hanger in hanks. The skeins are soaked in a dye vat being immersed in and out. Each dive gives the yarns an increase of the colour gradation. Pure and natural indigo dyeing creates different hues and shades of blue. Hank dyeing increases the penetration of colour in cotton threads and the yarns aquire a very delicate and silky feel.

heavy weight denim

Denim fabrics that are heavier than twelve ounce have to be considered belonging to the group of heavy weight denim.

hemming

A hem is a garment trimming process in which a cut edge of an item of clothing is folded up two times and then sewn down, so that it cannot unravel. Vintage and modern valuable jeans are hemmed with a "chain stitch".

herringbone

Herringbone refers to a type of wave, which looks like a broken zigzag. Herringbone is easily recognizable for it's unique V-shaped weaving pattern, which reminds the skeleton of a herring fish. Herringbone patterned cloths are usually tweed and twill. Herringbone fabrics are mainly used for the production of suits and jackets.

hige

Hige is the Japanese term for "whiskers". Wiskers or "mustache" refers to the horizontal discoloured folds formed by prolonged rubbing of indigo dyed denim. Wiskers are mainly visible around the crotch and the hip section of workpants and jeans.

hip huggers

Hip hugger is a model of trousers fitted closely around the hips and thighs and flared on the lower leg. The hip-hugger jeans are characterized by a low rise and a tight fit. This tyle was in vogue during the 1960s and 1970s.

hipsters' jeans

Hipsters' jeans are low-rise jeans, designed to sit low on the hips (or below), for both men and women.

honeycombs

Honeycombs or just "combs" are the discolored lines behind the knees of a jean, which resemble honeycomb patterns. Honeycombs are caused by wear of the denim and occurred after the blue indigo fades away for rubbing.

hot pants

Hot pants are the shortest jeans available for women. They are usually cut-off just below the crotch. Hot pants became a simbol of sexuality and emancipation during the 1970s and are still popular today. Hotpants are also called "Daisy Dukes" from the female protagonist of "Hazzard" who often appears wearing tight and short denim shorts.

hyper-washed

Hyper-washed jeans are denim pants that have been completely discoloured due to wear and repeated washings.

I

inch

Inch is a unit of lenght in the British Imperial and American system of measurement. The international inch is 2,54 centimeters. The international standard symbol for inch is "In".

indigo

Indigo refers to the colour between blue and violet. Indigo is one of the seven colours of the rainbow. The color indigo was denominated after the indigo dye used for denim, initially taken from the Indigofera tinctoria plant. Indigo's natural properties are good colourfastness and incessant fading. In fact, indigo pigment doesn't penetrate cotton fibers completely. This permits the blue colour in jeans dyed with indigo to always appear uneven, ever changing and unique. Main tones of indigo are: electric indigo, deep indigo, light indigo and tropical indigo. Additional variations of indigo are: bright indigo, denim indigo, imperial indigo and Japanese indigo. Vintage denim garments were usually dyed with natural indigo, which presents a light red cast. Unfortunately, most of indigo used today is synthetically made.

inseam

The inseam refers to the measure of the leg taken from the inside of the jeans, from the crotch down to the hem.

iro-ochi

The term Iro-ochi is Japanese term for "dinginess" referring to the fading of indigo dye in jeans. "Iro-ochi" in particular relates to fading in localized areas and not across the entire garment.

J

japanese denim

Denim manufactured in Japan is reputed to be one of the best denim available on the market because Japanese premium denim makers still apply the same ancient methods of dyeing used in Japan centuries ago. Japanese denim is also well known for its incredible high qulity, resistence, and excellent construction.

jeans

Jeans are sturdy pants made from denim fabric. The name is probably originated from the French word 'Genes', which is the translation of the Italian city of Genoa, where the fabric was manufactured. The term "jean" was originally refereed to the trousers of the sailors from Genoa. The jean fabric was also used as a protective cover. In the 17th century, Genoese sailors exported jeans worldwide. Vintage jeans were dyed to a deep blue colour using natural indigo dye. Altough the historical definition suppose that all jeans were made of denim, the word jeans today can easily refer to a pant that has five pockets made from corduroy, twill or bull denim fabrics.

K

khaki

Khaki refers to a shade of beige colour. Khaki is largely used for both uniforms and civilian pants such as combats, cargo and chino trousers, which are named khakis.

L

label

An identification label, or more simply the label, is a sheet applied to any garment to allow the identification, indicate information of any kind and promote the image of the manufacturer and the brand.

laser

A special type of laser is used in textile manufacturing. The laser beam is used to remove the color from the surface of the fabric or to cut the tissue itself. It is mostly used to obtain tridimensional effects, such as localized abrasions or cat-whiskers. Like every other industrial operation, laser is much cheaper than manual intervention.

launderette

A self-service laundry, also named coin-laundry or coin-wash, where clothes are washed and dried. Other terms used for "launderette" in the United States of America were "laundromats" and "washeterias".

laundry

In the 'Apparel Industry', a Laundry is a manufacturing company that receive unwashed garments and processes them. Among the various washing operations are: stone bleaching, stone washing, sandblasting, garment dyeing, finishing, enzymes washing, laser processing, and sandpapering by hand (or by machine) to obtain tridimensional vintage effects on jeans. Industrial laundries are critical in preparing jeans for sale and technique development has become fundamental in the denim industry. The most skilled and advanced laundries are located in northern Italy.

left-hand denim

Left-hand denim is a twill weave in which the grain lines run from the top left-hand corner of the fabric towards the bottom right. Left-hand denim generally has a much softer hand feel after washing when compared with right hand denim.

leg opening

Leg opening refers to the opening at the bottom of a jean. The width of leg opening is determined by the design of the denim pant and varies for each model.

leg twist

Leg twist refers to the tendency of right hand and left hand twill to twist in the direction of the weave. It is the outcome of the movement of the denim after washing. This phenomenon is easily seen in most vintage jeans and particularly in selvedge jeans. Leg twist doesn't appear on broken twill denim and can be prevented with skewing process.

loom

Loom refers to the industrial machine that produces tissues by weaving horizontal threads (weft) with vertical threads of yarn (warp).

loomstate

Loomstate refers to the denim fabric as it has been woven, without having undergone any processing such as skewing, dyeing, singeing, nor any other stabilization process such as sanforization or starching. Loomstate denim fabrics are also named "gray goods".

loop dyeing

Loop dyeing refers to one of the three main industrial systems of dyeing indigo yarns, along with "rope dyeing" and "slasher dyeing". In the loop dyeing process the yarn is repeatedly dyed in a single vat instead of numerous. The wished shade of colour is achieved by immersing the yarn through the same bath manifold times. The coloured yarn is then exposed to enable the indigo to oxidize before the subsequent immersion. Loop dyeing process allows more homogeneous indigo gradations than other methods.

M

mercerization

Mercerization is an industrial method used on yarn or fabrics to enhancee its strength and shine. This process modifies the chemical structure of the cotton fibre. In denim industry, mercerization is often utilized for keeping indigo dye on the outside of the yarns or fabrics in order to impede blue colour from completely penetrating the texture.

microsanding

Microsanding is an industrial treatment in wich denim fabric is pulled over a group of rollers enveloped either in abrasive paper or chemical abrasive agent. This process gives the denim fabric a very soft and smooth hand. Microsanding may cause colour fading.

moustache

See under "hige" and "whiskers".

N

natural dye

Natural dyes are colored materials originated from vegetables, animals or minerals. Vegetable dyes derived from leaves, roots, stem, fruits and seeds and other organic substances. The basic method of dyeing requires immersing the substance containing the dyestuff in water, thus obtaining a solution named "dyebath", and taking the solution to a simmer for a prolonged time, in which the fabric or yarn is dyed. Most of vegetable dyes need the use of a chemical named "mordant" to fix the color in the yarn. In some cases fabrics and yarns are prepared in advance with mordants. Other times mordant is added to the dyebath. In traditional natural dyeing standard mordants is iron, salt, vinegar, alum and ammonia. Textiles can be dyed as a raw fibre, as spun yarn or after weaving. Common colours obtained from natural dye are: reds, pinks, oranges, yellows, greens, blues, purples, browns, greys and blacks.

natural fibres

Natural fibres refer to any raw material directly obtainable from plants and animals source that can be transformed into yarns and then into woven clothe after spinning.

natural indigo

Indigo dye is an organic mixture with a unique blue hue. Natural indigo dye is obtained from a variety of plants of the species Tinctoria. The main use for pure indigo is as a dye for the manufacturing of denim fabric for blue jeans and other denim garments. A single pair of blue jeans requires from five to fifteen grams of natural indigo, and it takes up to almost three months to prepare the dye obtained from dried leaves of Indigofera tinctoria, which is named "sukumo" in Japanese. This solution is then shuffled with mordant and fermented. The Indigofera tinctoria plant was largely cultivated in India, which is considered the main center of indigo dyeing worldwide. Indigo is one of the most ancient dyes to be employed for textile dyeing. The Romans utilized indigo as a colour for dyeing and for cosmetic sake. They give the Latin name "indicum" to the pigment originated from India, which became "indaco" in Italian language and later "Indigo" in English vocabulary. Natural Indigo is a very diffuicult dye for the reason that it's not soluble in water. To be melted it must be subjected to a chemical reaction, which transform indigo into "white indigo". When a soaked cloth is took out from the dyebath, the withe indigo immediately begins the oxidation process in the air and returns to the insoluble, deep blue shade. The dyeing is obtained by immersing the yarn of the cloth in and out the indigo dye solution: the more dips, the more intense the blue colour of indigo.

O

one wash

One wash refers to the basic washing of denim, applied to the single garment. The "one wash" consists of the desizing more rinsing. Also called "dark wash", one wah has as its main purpose to make the jeans more soft and comfortable to wear. In fact, during the production of denim fabric, starch and other substances are used to reinforce the texture. This process makes the fabric denim rather stiff and unpleasant to the touch. Desizing is usually combined with the purge and has for objective to clean up the fabric by weaving dressings. Along with the scouring, used to clean up the fabric from impurities of natural origin, it is usually done in water with addition of detergents, softening agents and desizing solutions. Once washed denim is the standard wash for Japanese deep indigo dyed blue jeans.

open-end denim

Open end spinning refers to a technology for producing yarn without the use of a spindle. It was designed and fabricated in Czechoslovakia In 1963. Open-end denim is the denim fabric manufactured by open end spinning machines. In open-end denim the cotton fibres are "mock twisted" by pressing them together, therefore denim produced using this technique results less expensive than ring-spun denim. Open-end denim presents greater yarn thickness and has a fuzzy aspect and touch. Open-end denim is more voluminous and rustic if compared with ring-spun or ring-ring denim. Altough cheaper to produce, open-end denim is not considered the finest denim available on the market. This type of denim fabric is well known for absorbing more indigo dye, creating darker, sturdier, more resistant jeans and workwear clothing.

organic cotton

Organic cotton is cotton grown using methods and products that have a low impact on the environment. For the production of biological cotton, organic production systems are used to fertilize the soil, eliminated the use of pesticides and chemical fertilizers, toxic and persistent in the environment and in the cotton itself. The production of organic cotton is certified by third-party organizations, which verify that producers use only methods and products allowed in organic production. In addition to the ban on the use of toxic pesticides and synthetic fertilizers, organic cotton does not have to come from genetically modify seeds (GMO). The production of organic cotton is growing every year visibly. At present, however, the percentage of organic cotton cultivation accounts for about 1% of world cotton production. Organic cotton is grown in 22 countries around the world, where the top 10 producing countries are India, Turkey, Syria, Tanzania, China, the United States, Uganda, Peru, Egypt and Burkina Faso. Currently about 220,000 farmers are involved in the production of organic cotton.

overall

The bib overall is a unisex garment. It consists of a pant having wider legs opening than normal, which has an extension on the bust in the form of a bib, maintained by two braces crossed on the back. It is normally made of denim, and is equipped with multiple pockets. The overall was born in the second half of the nineteenth century as a workwear garment and was mainly used by the workers (men and women), because of its strength and its practicality. The overalls became part of the casual wardrobe of many people during the sixties. Following the overalls began to be realized in different materials and in different variants (the skirt-overalls is an example), which allowed the garment to hire specialized purposes, such as to be worn as a snowsuit. It is particularly prevalent in fashion maternity.

overdye

Overdye refers to a dyeing technique that is to dye the garment or fabric already packed. The visual difference between a garment packed with already dyed fabric and a garment dyed after the package is the outer appearance, which is cleaner and more uniform in the case of clothes made with dyed fabric, washed and more used instead in the case of overdyed garments. Many fashion houses today, because of the timing, require dry cleaners to an overdyed product having the same characteristics of the finished garments produced with dyed fabric, therefore free of abrasions and uniform in all its parts. The machines that are used for overdyeing technique are different from those used for the dyeing of fabrics, while dyes and auxiliary products are the same. The dyeing of the garments already packed is carried out in particular washing machines, where it is possible to adjust the number of RPM (revolutions per minute of the drum) according to the type of article to be treated and according to the effect we want to obtain.

oxidation

The oxidation of indigo occurs when oxygen reacts chemically with the natural dye. The oxidation process is made possible when the yarn, previously immersed in the bath of indigo, is extracted from the basin before the next dive.

P

pencil jeans

See also "slim fit" jeans.

piece dyed

See under "gament dyed".

pigment dyes

A pigment is a substance used to change the color of a material. What differentiates a pigment as a colorant is the inability of the pigments to dissolve in common solvents (such as water) and in the surface to be colored, for which in the case of the pigments is called "dispersion". Therefore pigment dyes are those that do not have an affinity for fibre and must therefore be held to the fabric with resins. They are available in almost any colour and are used largely in the denim industry. Fabric dyers who want to create fabrics that fade more easily extensively use pigment dyes and, more in general, natural dyes. The classification of the pigments is based on their nature and origin, to which the pigments can be divided principally into: inorganic and organic, natural and synthetic. In nature, inorganic pigments are found in rocks and minerals and often require extensive work to be purified; in biology, pigment is any colored material present in plant and animal cells.

pima cotton

Pima cotton refers to a type of cotton having long fibres. It is considered very high quality cotton, along with Zibabwean and Egyptian cotton.

plain weave

Plain weave is the most common type of waeave, in which the weft passes under and over the warp in alternating cycles.

ply

Ply refers to the number of threads in a yarn. Most of yarns are single ply unless twisted with another yarn. In the denim industry, plied yarns are used to make stronger fabrics. The yarns can be twisted several times, but most of denim is two or three ply. Blue jeans manufactured by using these materials are very durable.

pocket stitching

Pocket stitching is a peculiar characteristic of blue jeans. Back pockets of jeans are often stitched in an ornamental way that clearly identifies and differentiates one brand from the others.

polycore denim

Polycore is a type of denim fabric, which is made by combinig cotton and polyester together. Polycore denim is a very strong fabric. It is very used for the production vintage replica jeans because of its resistance to washing treatments.

pre-shrunk

Pre shrunk refers to an industrial operation in which the denim fabric has been subjected to a shrinking process in order to prevent or reduce contraction when the blue blue jeans, or any other denim garment, is laundered or washed.

pumice stone

Pumice stone refers to a lightweight, tough and rough volcanic stone, created when incandescent rocks are ejected due to the pressure. Pumice stone is commonly is mainly pale in colour. As pumice stone is highly abrasive, it is used for stone washing blue jeans and denim garments. Stone washing with pumice discolours and softens denim during the laundry process.

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